Ad un mese dall’inizio dell’anno scolastico, dopo aver raccolto le “testimonianze” di studenti e docenti, TG24.info ha provato a fare un bilancio su questo rientro “diverso” rispetto ai precedenti due anni con il Covid fianco a fianco.
Sicuramente emerge la felicità degli alunni di ritrovarsi senza che il volto di ognuno sia coperto dalle mascherine: riconoscersi, guardarsi negli occhi, sorridersi, riscoprire la complicità della mimica facciale, comunicare senza parlare, anche con una smorfia, capire lo stato d’animo da un’espressione: una dimensione “concreta”, che fa bene al rapporto umano, all’amicizia, alla crescita. Un’emozione grande come quella di tornare a sedere accanto ai compagni: non più banchi separati ma condivisi, una parola che quasi se ne dimenticava il significato. Studenti e personale scolastico si stanno riappropriando delle relazioni “a tu per tu”, venute a mancare a causa della pandemia, che in mezzo aveva messo il distanziamento, i dispositivi di sicurezza individuali, il monitor del pc. Aule e corridoi tornano ad essere uno spazio “familiare” dove potersi ritrovare, confrontare, fare una battuta, un luogo che la comunità scolastica “abita” per metà della giornata. Certamente ancora ci sono comportamenti da tenere e quelli da evitare, ancora ci si appella al senso di responsabilità, ma sicuramente con un atteggiamento più ottimistico. Sembrava fosse proibito interagire e, la cosa peggiore, che ci si stava facendo l’abitudine a stare lontani, non solo fisicamente. Il Covid ha sicuramente messo a dura prova la scuola, ha reso gli alunni vulnerabili, assoggettati a tanti “divieti” che non appartengono alla loro età, gli ha tolto l’occasione e la possibilità di socializzare. Una vera e propria sfida di coraggio, determinazione, resilienza: la scuola, oggi più che mai, deve necessariamente essere il posto dove si coltiva il sapere e si acquisisce il senso della responsabilità, senza tralasciare i rapporti umani. Lo chiedono gli studenti, i nostri figli, le generazioni future. Ad inizio pandemia si diceva che il Covid ci avrebbe avvicinati, l’uno all’altro: i ragazzi ci insegnano che “non perdersi” e sapersi ritrovare è la nostra forza, per affrontare ogni difficoltà, trarne consapevolezza, guardare al futuro… insieme. Sara Pacitto
