Si susseguono i dibattiti in merito al nuovo Piano del Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. Questa volta a lanciare un appello agli amministratori della Valle di Comino è Agostino Conte, fondatore dell’Associazione Orso & Friends e manager di una nota multinazionale.
“Succede qualcosa di incomprensibile nel dibattito sul piano del Parco. A leggere le dichiarazione degli amministratori parrebbe che far parte di un Parco, anzi, il più antico e prestigioso, sia una maledizione, una condanna. Una certezza di mancato sviluppo. Mi chiedo da cittadino ciociaro come è possibile questo – afferma Conte in una nota -. Ma gli amministratori dei nostri comuni non leggono la crescita esponenziale del turismo nei parchi d’Italia? Non si accorgono della crescita tumultuosa di “voglia di natura” fra gli abitanti delle grande città? Non colgono il sentimento crescente, soprattutto delle giovani generazioni di sapere che animali iconici come orsi, lupi e aquile sono ancora fra di noi, che sarà ancora possibile vederli? Non vedono in conclusione che è una fortuna appartenere ad un parco? Talvolta dall’esterno si ha l’impressione che spesso chi ci amministra ha uno sguardo corto ed incapace di cogliere le opportunità nella promozione turistica, nella valorizzazione dei prodotti degli allevatori, nella gestione stessa dei boschi. Perché i sindaci si mostrano così ostili nei confronti del parco? Facciamo l’esempio del sindaco del Comune di Campoli e vicepresidente della Comunità del Parco, Pancrazia Di Benedetto. Ci aveva ispirato grande fiducia. Giovane, preparata. Ora sul suo profilo facebook, commentando il nostro articolo, scrive che il Piano del Parco va contro gli interessi dei suoi cittadini. Ma chiedo: quali cittadini? Il sindaco informa i suoi amministrati che il Comune ha il privilegio di avere avuto un’ area faunistica unica? E che la sua gestione fa lavorare una cooperativa locale? Che grazie ad un protocollo d’intesa promosso dal Parco sono stati attivati i fondi regionali per ristrutturare un edificio fatiscente e trasformarlo in un centro servizi? E che il Parco lo ha tenuto aperto? E che ad esempio ora Campoli è stato scelto dal Parco per una visita di quattro giorni di una scolaresca del Parco del Gran Paradiso? Ecco, io da cittadino vorrei più equilibrio. E vorrei, a proposito del Piano, la capacità di fare controproposte e di argomentarne le ragioni. Sarebbe tutto più bello. E, a mio modesto parere, sarebbe un bel modo di onorare il ruolo di amministratori di beni collettivi”. Un messaggio a cuore aperto, quello di Agostino Conte, che rivendica il fondamentale ruolo del Parco nazionale per lo sviluppo del territorio.
