Frosinone – Camionista morto carbonizzato, le indagini ripartono da zero

Marina Mingarelli
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Camionista sessantenne di Frosinone morto carbonizzato lungo la strada di Civitavecchia, si riparte da zero.

A seguito dell’eccezione sollevata dall’avvocato Antonio Ceccani, difensore dell’indagato per omicidio colposo (si tratta del titolare di una azienda di legnami di Ferentino), il gup ha rimesso gli atti al pubblico ministero. Nel corso dell’udienza preliminare il legale ha fatto notare che le cause di colpa nell’avviso di conclusione delle indagini erano diverse da quelle presentate nella richiesta di rinvio a giudizio. Nello specifico nell’avviso di conclusioni veniva evidenziato l’afflosciamento di un pneumatico che aveva fatto perdere il controllo al conducente del camion. Situazione che avrebbe determinato l’incendio ed il conseguente decesso. Nella richiesta di rinvio a giudizio veniva contestato invece la mancanza di DVR (documento valutazione dei rischi). Da qui la decisione del giudice per le udienze preliminari di restituire atti al pm. Quindi tutto da rifare. I fatti come si ricorderà risalgono al 18 giugno dello scorso anno quando la vittima, il camionista Giuseppe Maggi stava transitando con un autocarro lungo l’arteria di Civitavecchia. Improvvisamente l’afflosciamento dello pneumatico posteriore destro avrebbe fatto perdere il controllo del mezzo che si è andato a schiantare contro un palo. E proprio quella collisione avrebbe fatto scaturire l’incendio. Nei confronti dell’indagato sarebbero state ravvisate imprudenza, negligenza e imperizia. Mar.Ming. (foto: repertorio)
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