FOCUS – Elezioni 2022, cosa è il silenzio elettorale?

Anna Ammanniti
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Il giorno prima delle elezioni e il giorno in cui si vota è vietato dalla fare comizi, riunioni di propaganda elettorale e l’affissione di stampati. Per chi non rispetta la normativa è prevista una sanzione amministrativa pecuniaria da 103 a 1.032 euro.

Domani 25 settembre dalle ore 7 alle 23 si vota in Italia e nelle circoscrizioni estere per il rinnovo dei due rami del Parlamento: Camera dei Deputati e Senato della Repubblica. I cittadini italiani m, dopo il recente taglio dei parlamentari sono chiamati a eleggere 400 deputati e 200 senatori. Da oggi è in vigore il silenzio elettorale, un giorno in cui l’elettore può riflettere sulle proposte e le idee avanzate dai candidati durante la campagna elettorale. Il silenzio elettorale risale al 1951, è disciplinato dall’articolo 9 della legge 202/1956, che prevede al primo comma quanto segue: “Nel giorno precedente ed in quelli stabiliti per le elezioni sono vietati i comizi, le riunioni di propaganda elettorale diretta e indiretta, in luoghi pubblici o aperti al pubblico, la nuova affissione di stampati, giornali murali o altri manifesti di propaganda”. La legge specifica anche che “nei giorni destinati alla votazione è altresì vietata ogni forma di propaganda elettorale entro il raggio di 200 metri dall’ingresso delle sezioni elettorali”. A questa norma è seguita nel 1975 una modifica all’articolo 9: “Nel giorno precedente e in quelli stabiliti per le elezioni è fatto divieto anche alle emittenti radiotelevisive private di diffondere propaganda elettorale, ampliando così il campo delle restrizioni.” Anna Ammanniti
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