Dopo le tante segnalazioni ufficiali del sindaco Bussiglieri negli anni scorsi, oggi è la minoranza a scrivere al Prefetto chiedendo un intervento risolutivo. Cittadini allarmati chiusi in casa dopo il tramonto.
Il capogruppo di minoranza della lista Noi Amiamo Collepardo’, Roberto Sarra, anche a nome dei colleghi Lisi e Venzelini ha scritto una lettera al Prefetto di Frosinone, per sollecitare un intervento per la mandria di circa duecento capi bovini che vivono allo stato brado nel territorio della frazione di Civita di Collepardo. «Tali animali – scrive Sarra – non hanno bolli o segni identificativi che possono ricondurre ad un eventuale proprietario perché fuggiti, presumibilmente, anni orsono dalla gestione di un allevatore locale e si sono, nel tempo, notevolmente moltiplicati e vivono senza alcun controllo. Circolando liberamente in qualsiasi ora del giorno e della notte, invadendo ed occupando terreni privati e la sede stradale, il bestiame crea panico tra le persone e costituisce un pericolo anche per la circolazione stradale, come dimostrano i numerosi incidenti già avvenuti, che hanno causato danni non indifferenti alla privata proprietà. La mandria – continua la missiva – non subendo alcun controllo sanitario, costituisce un grave problema igienico-sanitario essendo un potenziale veicolo di malattie anche a livello di epidemia, dato l’alto numero dei capi interessati. Il sindaco di Collepardo, sollecitato, è intervenuto inviando gli agenti della polizia locale per cercare di identificarne la proprietà, ma senza alcun successo. Si sono tentati senza alcun successo altri modi per risolvere il problema, anche contattando aziende zootecniche o tramite l’installazione in loco di apposite recinzioni, ma anche per la cronica mancanza di fondi, non si è riusciti a porre rimedio. Per questo ci rivolgiamo a lei – conclude Sarra – perché, consapevoli della gravità della situazione e della necessità ed improcrastinabilità di un intervento, possa con il Suo interessamento arrivare una soluzione definitiva di tale annoso e pericoloso problema». EY
