Arpino – Nottata di musica e schiamazzi, l’esasperazione dei residenti

Alessandro Andrelli
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La musica in piazza Municipio ha rimbombato fino a qualche minuto prima dell’01:30 e poi, ad oltranza, c’è chi ha proseguito per arrivare all’alba.

Un centro storico in balia del libero arbitrio, i residenti esasperati dal volume troppo alto di una serata senza fine perché, è ben noto, che lo “spettacolo” non termina quando si spengono le casse e si libera il palco. D’estate, si sa, è piacevole intrattenersi nelle piazze, in compagnia, fino a notte inoltrata, con la gradevole frescura, senza orario. Si dovrebbe avere però cognizione che, al contrario, la gente che sta a casa vuole dormire. Fino alle 05:00 del mattino il centro storico di Arpino, tra Piazza Municipio e piazza San Francesco Saverio Maria Bianchi, è stato un parco dei divertimenti: con la chitarra a suonare ed intonare ritornelli fin dopo le 04:00, accompagnati da urla, schiamazzi, brindisi…e poi ancora. Quando poi a queste fantastiche persone arriva il sonno e si ficcano in macchina per far rientro presso le rispettive abitazioni, sicuramente lontane da rumori molesti, si salutano con una sinfonia di clacson o, chi sulle due ruote, con smarmittate degne di MotoGP. Da anni, ormai, questa è una consuetudine: qualche benpensante riesce anche a criticare chi trascorre le notti insonni, fomentando rancore su precise persone. In effetti l’eco della bisboccia infastidisce parecchio e parecchi, non solo chi vive su piazza Municipio o piazza San Francesco: la cagnara entra dalle finestre aperte di quanti abitano al quartiere Arco oppure a Civita Falconara. Sono tante le famiglie che lamentano le chiassose nottate arpinati. Alcuni proprietari di appartamenti che affacciano sui luoghi indicati reclamano di non riuscire ad affittare l’alloggio, asserendo che chi c’era è scappato via. Peggio ancora per la vendita dell’immobile. I cittadini esasperati rivolgono un accorato appello al sindaco Renato Rea: agosto è un mese caldo, non solo per le temperature, sarebbe il caso sollecitare controlli mirati a garantire la quiete pubblica, è impensabile che la gente debba passare la nottata a pregare il buonsenso di chi, il buonsenso, non sa cosa sia. Contestualmente si intende precisare che chi scrive e firma l’articolo, nell’ambito dello svolgimento della sua professione, porta a conoscenza l’episodio, la circostanza: chi fa giornalismo fa informazione, che sia rivolta alla comunità, alle istituzioni oppure alle forze dell’ordine. Chi vuole tutelare i propri diritti di cittadino deve rivolgersi in caserma, non rientra nei doveri di un giornalista pretendere che l’articolo valga come deposizione. Telefonare alle 05:00 del mattino a casa di un corrispondente non equivale a fare una denuncia. Si ricorda inoltre, A TUTTI, che il centro storico di Arpino è dotato di un sistema di videosorveglianza, con telecamere fisse sui punti più sensibili della città. Sara Pacitto
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