Oggi una brutta notizia si è abbattuta sul territorio anagnino. Con un ospedale chiuso da 10 anni, la città è pronta ad accogliere un mega impianto, un biodigestore che tratterà 84mila tonnellate di rifiuti organici.
Da città dei papi a città pattumiera è un attimo. È iniziato tutto a fine 2020 quando in piena pandemia il sindaco di Anagni depositò il parere favorevole per la realizzazione del mega biodigestore. Era solo l’inizio di una vicenda che avrebbe portato al parere favorevole definitivo di oggi per la realizzazione di un grosso impianto. Era il 24 giugno 2021 quando sempre il sindaco durante un consiglio comunale invitò tutti gli attori interessati alla realizzazione dell’impianto, imprenditori compresi. Non si era mai vista una cosa del genere durante un consiglio comunale, in cui è noto che non possono intervenire persone esterne. Fu una seduta consiliare “pubblicitaria” in cui venne descritto l’impianto come una svolta per la città di Anagni. I cittadini si stanno ancora chiedendo in cosa consiste questa svolta. Posti di lavoro intorno a una decina, la città non usufruirà dell’energia prodotta dall’impianto. Dove è la svolta? Dopo alcuni mesi, quando il consenso politico gli stava scivolando dalle mani, il sindaco fa un passo indietro. Ma è troppo tardi. In Regione gli “rinfacceranno” con eccessiva arroganza il suo ripensarci. Secondo la Regione un sindaco, un uomo non può tornare sui suoi passi, no, è vietato. Oggi si conclude la storia del biodigestore. A nulla è valso il no dei cittadini, i comitati che hanno cercato fino alla fine di allontanare la minaccia di un impianto a così alto impatto ambientale (alle associazioni va un grosso ringraziamento) il parere sanitario negativo del sindaco (arrivato tardi, ma arrivato) il parere negativo urbanistico, il SIN, l’ospedale che non c’è, un pronto soccorso che non c’è, una città martoriata dall’inquinamento, che ospita impianti pericolosi pur non avendo una struttura sanitaria. A nulla è valsa la raccolta firme di circa 600 persone per la delibera di iniziativa popolare, la prima della storia de comune di Anagni, iniziativa tra l’altro apostrofata dal primo cittadino come “vergognosa”. Oggi la politica ha fallito, sia a livello comunale che regionale. I cittadini non dimenticheranno i silenzi dei consiglieri di maggioranza tranne Pierino Naretti, degli assessori, del vice sindaco e assessore all’ambiente. Non dimenticheranno la conferenza di servizi per la VIA fatta in gran “segreto”. Non dimenticheranno il tentativo da parte del sindaco, giunta e consiglieri di maggioranza di cacciare i consiglieri di minoranza, rei di aver fatto un ricorso al Tar! In questa vicenda ne esce profondamente sconfitta la salute di tutti noi. Anna Ammanniti
