Non è semplice riuscire a programmare il futuro dal punto di vista sanitario, specialmente quando si è reduci da una pandemia che ha rivoluzionato il sistema sanitario internazionale e inevitabilmente anche quello nazionale e regionale per il Lazio. Venerdì, come anticipato, si è svolto un incontro presso gli uffici Asl di Frosinone, tra il presidente provinciale dell’Avis, Fausto Di Tommaso e la dott.ssa Carla Gargiulo Direttore della UOC Servizio di Immunoematologia e Medicina Trasfusionale e Raccolta di Sangue di Frosinone.
Prima le notizie positive. Si sono programmate le raccolte sistematiche per i mesi di agosto e settembre, cercando in sostanza di salvare il salvabile. Per il futuro però non si hanno certezze, non c’è nessuna pianificazione, o meglio ci sono delle novità che la dottoressa Gargiulo ha presentato al presidente Di Tommaso. La situazione sangue è sempre difficile per la provincia di Frosinone, ma i risultati ottenuti dall’Avis sono numeri che tutti conoscono, e il merito di questa associazione non può e non deve essere trascurato. “Per il futuro non è stato preso nessun provvedimento – precisa il presidente Di Tommaso – la problematica della carenza di infermieri è e rimane evidente, così come quella dei medici. Sulla convenzione tra Asl e Avis, non ci saranno novità, e in questo purtroppo temo che anche la questione politica abbia la sua influenza. Con l’approssimarsi delle elezioni regionali, ma soprattutto con le Politiche di questo settembre c’è grande incertezza e il sistema sanitario regionale ne risente inevitabilmente. La convenzione era – ribadisce il presidente Avis Provinciale di Frosinone – ed è un punto fermo per il nostro lavoro. Perché su tanti temi non abbiamo avuto più aggiornamenti, e rimanere con le precedenti indicazioni gestionali non è certamente facile, specie sulla questione “rifiuti speciali””. La pandemia e le difficoltà economico sociali che vive il paese non aiutano di certo, questo è palese dalle parole di chi vive l’associazionismo come il presidente Di Tommaso. I malati purtroppo non possono aspettare, così come l’organizzazione di un settore così essenziale per la sanità come quello della raccolta sangue. E sia chiaro, fare appello a donare nei centri trasfusionali non basta, perché chi di dovere sa che il cuore della raccolta sangue arriva da associazioni come l’Avis che nel territorio hanno modo di operare giornalmente per soddisfare le richieste dei vari ospedali. Non ci si deve prendere in giro, o pensare che gli altri solo perché “volontari” possano e debbano sempre accontentarsi e non avere voce in capitolo. Il sistema sanitario italiano ci insegna che solo la pianificazione, la programmazione e il lavoro costante e intenso di tutti porta a risultati eccellenti. Chiedere per informazioni all’assessore alla Sanità della Regione Lazio, D’Amato. Alessandro Andrelli LEGGI ANCHE: https://www.tg24.info/frosinone-emergenza-di-sangue-e-carenza-di-personale-lavis-provinciale-incontra-i-vertici-dellasl/
