Ogni anno i fedeli attendono il rinnovo del prodigio: la miracolosa liquefazione del sangue di San Lorenzo Martire contenuto in una ampolla catacombale in vetro custodita nella chiesa di Santa Maria di Amaseno.
Dal XVII secolo nel giorno anniversario del martirio del santo il sangue si liquefa miracolosamente.
L’ampolla di piccole dimensioni contiene all’incirca 50 centilitri di liquido misto a residui di ceneri e terriccio e un brandello di pelle dai lembi frastagliati. Durante tutto l’anno questo sangue risulta essere coagulato, di colore rosso scuro tendente al marrone. Il suo stato solido fa sì che resti completamente attaccato alla superficie interna dell’ampolla, ruotando la quale o scuotendola con forza non mostra alcun cambiamento di posizione.
A cominciare dalla sera del nove agosto, all’interno della massa scura, iniziano a delinearsi, in orizzontale e nella porzione centrale, delle spaccature di colore rosso intenso e di consistenza liquida. Appare ad un occhio esperto, che ben conosce l’intero processo, che queste zone liquide man mano si allargano, mentre quelle solide al contrario si ritirano.
In genere la sera del 9 agosto, o al massimo la mattina del giorno 10, il sangue è completamente sciolto: assume un colore rosso intenso, quasi rubino, le parti grasse sono di un giallo brillante e, se agitata, il liquido si muove liberamente e facilmente all’interno dell’ampolla.
Il giorno successivo al 10 agosto l’aspetto del sangue diviene sempre più torbido e denso fino a tornare lentamente allo stato solido.
Fonte video 2016: Teleuniverso courtesy, di Giovanni Giuliani.
