Alatri – A fine mese chiude il Giudice di Pace

Andrea Tagliaferri
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E’ stato pubblicato il Decreto della Ministra Cartabia che certifica l’atto finale di una querelle iniziata nel 2012.

Fu allora, infatti, che una revisione delle circoscrizioni ne previse l’abolizione per legge; solo nel 2014, poi, fu riaperto l’ufficio a spese dei Comuni, anche se a pagare è stato sempre solo il Comune di Alatri, a quanto riferito più volte dall’ ex sindaco Morini prima e da Cianfrocca poi. Proprio per questi motivi la vicenda è terminata con il voto dello scorso febbraio in Consiglio comunale che, con 9 voti a favore contro 7, ha decretato la chiusura scatenando la polemiche delle opposizioni. Fu Cianfrocca a spiegare, in una nota pubblica, le motivazioni della difficile scelta. Il problema che ha portato alla decisione di chiudere l’ultima istituzione rappresentativa in città sono i costi di gestione che sono a totale carico delle casse comunali, sia per le spese di funzionamento, sia per i 5 dipendenti assegnati a quei ruoli. Cianfrocca aveva dovuto anche sottolineare, con un po’ di amarezza, che i colleghi del comprensorio non hanno mai contribuito alle spese, e che per il Comune di Alatri, sottoposto al Piano di riequilibrio pluriennale, l’onere era ormai insostenibile. L’altra motivazione addotta dall’amministrazione riguarda il personale. Dei cinque dipendenti assegnati a quelle funzioni, solamente due a tempo pieno ed un part-time sarebbero davvero operativi quindi, in caso di prosecuzione delle attività dell’ufficio, il Comune avrebbe dovuto destinare altre 3 risorse al settore, togliendole dalla disponibilità di uffici comunali già carenti di personale. Di tutt’altra opinione l’ex consigliere di opposizione Maurizio Maggi che, sia a febbraio in Consiglio che oggi, ha ribadito che “…la città di Alatri non risparmierà nulla visto che i costi del personale (circa 100 mila euro) rimarranno a carico del Comune perché sono dipendenti comunali e i costi delle utenze (circa 30 mila), non saranno risparmiati perché gli impianti non sono divisi, a meno che non si vogliano spostare e chiudere anche tutti gli altri uffici presenti in loco”. AT
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