Vicalvi – Un’inquietante visione tra i vicoli del centro, “poche persone riescono a vedere ciò che capita dopo il tramonto”

Sara Pacitto
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La circostanza ce la racconta Beatrice Fraschetti che, in compagnia del marito, si sposta spesso sul territorio Ciociaro per scoprirne gli scorci più incantevoli e conoscerne la storia.

Incuriositi dal paese di Vicalvi e dalle leggende relative al Castello medievale, risalente all’XI secolo, mentre la coppia passeggiava tra i vicoli del centro, quando il sole iniziava a lasciar spazio al crepuscolo, l’attenzione dei due turisti è stata catturata da una strana immagine celata tra i ruderi. «Due occhi luminosi brillavano dietro un mantello nero che avvolgeva interamente la figura», racconta Beatrice. «Almeno così mi sembrava: una figura misteriosa, coperta da una palandrana scura, dalla quale si intravedevano solo gli occhi e, se vogliamo, la bocca. Inquietati da quell’immagine, siamo andati via velocemente ma, per soddisfare la nostra curiosità e tentare di svelare l’arcano, siamo tornati sul posto qualche giorno dopo, per capire cosa avessimo realmente visto». «Era una tavola annerita, forse dal fuoco, con una forma alquanto strana; le foglie incastrate nella rete su cui poggiava la palanca, mosse dal vento, da lontano apparivano come i lineamenti di un volto, occhi che guardavano, bocca che sussurrava». Insomma, un episodio dettato dalla suggestione, sicuramente una vicenda carica di adrenalina, un’emozione grande a cui ha contribuito il fascino di Vicalvi ma soprattutto le incantevoli leggende legate al Castello ed alla nobildonna Alejandra Maddaloni. L’avventura vissuta da Beatrice e suo marito è finita sul gruppo social “Vivi Ciociaria”, con tanto di foto e video, dove in molti hanno condiviso il magnetismo delle immagini. Tra i commenti c’è chi asserisce «Poche persone riescono a vedere quello che capita dopo il tramonto, con il favore delle tenebre». La leggenda narra che Alejandra Maddaloni, nel XV secolo, quando il Castello era sotto il dominio aragonese, fosse la sposa del nobile di origine spagnola che governava: mentre lui era impegnato nella guerra contro gli Angioini, sembrerebbe che la bellissima castellana amasse attirare i suoi spasimanti, promettendo l’accesso alle sue stanze ed una notte d’amore con lei. Alejandra riceveva i suoi amanti e poi li uccideva, usando il pugnale o il veleno. Con la complicità del fedele servitore, si disfaceva dei cadaveri, sepolti nei boschi limitrofi al Castello. Pare che i delitti andarono avanti per molto tempo, fin quando i resti umani furono rinvenuti dagli abitanti del borgo: i boschi non potevano più celare tanto orrore. Iniziarono a circolare lugubri voci sulla sanguinaria Alejandra: il marito, tradito e ferito nell’onore, fu costretto ad indagare sulla consorte. Venne presto a conoscenza dei fatti atroci in cui era coinvolta la moglie, infedele ed assassina. Per lavare l’onta e l’onore, l’uomo fu spietato: decise di incatenare e murare viva la moglie in una delle torri del Castello. Alejandra si oppose con urla strazianti alla sua orribile morte. Si dice che il marito, rimasto solo, convisse con il fantasma della consorte fino alla fine dei suoi giorni. Da allora in poi sembrerebbe che la bella castellana vaghi intorno alla fortezza e tra i vicoli di Vicalvi. Moltissime testimonianze raccontano di avvistamenti dell’anima in pena della sventurata. Si narra anche di un rumore di catene e lamenti. Sara Pacitto
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