(di Anna Ammanniti) Mario Draghi si è dimesso, il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha firmato lo scioglimento delle Camere. Si vota il 25 settembre e c’è una novità: la riduzione del numero di deputati e senatori, approvata con referendum a settembre del 2020. I tempi sono strettissimi, sarà una campagna elettorale “flash” tra accordi, coalizioni e programmi, una campagna elettorale che scalderà ancora di più un’estate già rovente di suo.
Giuseppe Conte, leader del Movimento 5 Stelle ha avvertito il PD: “Non accettiamo la politica dei due forni. Quel che vale a Roma vale a Palermo”. Torna in scena Beppe Grillo, con un video sul blog: “Abbiamo fatto qualcosa di straordinario, sono tutti contro di noi. Siamo degli appestati. La legge sui due mandati una luce nella tenebra. Magari tra 15 giorni siamo morti, ma sono la luce nella tenebra, l’antibiotico, il senso di un ‘servizio civile’”. Grillo attacca poi Di Maio. “Ci vuole una nuova interpretazione della politica e vi dico la verità: tutti questi sconvolgimenti, queste defezioni nel nostro Movimento, queste sparizioni sono provocate da questa legge che è innaturale, che è contro l’animo umano. C’è gente che fa questo lavoro, entra in politica per diventare poi una “cartelletta”. Gigino “a cartelletta” ora è di là che aspetta il momento di archiviarsi in qualche ministero della Nato. Ed ha chiamato decine e decine di cartellette che aspettano come lui di essere archiviate a loro volta in qualche ministero”. Il segretario del Partito Democratico, Enrico Letta ha spiegato: “Con il M5S evidentemente la differenza che si è creata in modo così evidente lascia un segno e difficilmente sarà ricomposto, quello che è accaduto in questi giorni è sostanza, non è un fatto semplice di forma. Il campo largo c’è ancora? Noi siamo una forza progressista, ma non per autodefinizione: siamo oggettivamente progressisti perché guardiamo alla giustizia sociale, alla transizione ecologica e digitale, e abbiamo sicuramente un manifesto avanzato di misure in questa direzione.” Silvio Berlusconi leader di Forza Italia torna in campo a 85 anni ed è alla sua nona campagna elettorale, Tajani annuncia che ‘si candiderà sicuramente al Senato’. “Non c’è nessun volto del centrodestra, si vedrà quando si andrà a votare. Il centrodestra avrà un programma politico ed economico, fondamentale la scelta Europeista e Atlantista, il nostro principale interlocutore sono gli Stati Uniti. Berlusconi è sempre stato sempre molto preciso su questo, FI è un partito liberale”. In vista delle prossime elezioni serve “un Polo del buonsenso”, secondo il leader di Italia Viva Matteo Renzi, che è critico sulla scelta del segretario del Partito democratico Enrico Letta di chiudere sul “campo largo”. Hanno già deciso di perdere e si attrezzano per fare opposizione. Se questo è il disegno, Letta rischia di essere il segretario di un partito che lascia per la prima volta la maggioranza assoluta alla più estrema destra del panorama europeo. Non capisco la scelta dem. Magari prendono il 25%, ma lasciano alla Meloni e a Salvini la possibilità di cambiare la Costituzione da soli. Se davvero fosse così, auguri. Far cadere il presidente del Consiglio Mario Draghi è stato “un autogol”. Stavamo giocando una partita decisiva, da campioni d’Europa in carica. Draghi non è un brand, è un premier che ha sostituito il populista grillino solo grazie al coraggio lungimirante e forse un po’ folle di Italia Viva”. “Chi prende più voti andrà a Palazzo Chigi. Io sono pronta, Fdi lo è”, spiega la leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni. “Da tempo lavoriamo alla costruzione di un programma. A differenza della sinistra, non ci dobbiamo inventare un’identità. Le nostre proposte si conoscono, si tratta di ribadirle. Mario Draghi era evidente che fosse stufo delle liti. Però non puoi pensare che arrivi in Aula, meni tutti e gli altri ti dicano ‘bravo’. Il centrodestra può vincere le elezioni, ma governerà in una fase complessa. Nel programma comune dovremmo concentrarci sulle cose che si possono fare. Meglio mettere una cosa in meno, che una in più che non si può realizzare” Sulla scelta del premier, in caso di vittoria, “chi vince governa questa regola ha sempre funzionato. Non abbiamo nemmeno il tempo di cambiarla. Bisogna compattarsi per battere l’avversario. L’avversario è il Pd”. Matteo Salvini della Lega rispolvera i temi da competizione elettorale: sicurezza (ci sono “baby gang ovunque”), autonomia e, immigrazione. Su Twitter scrive della necessità di “tornare a difendere i confini italiani dopo i ripetuti fallimenti della Lamorgese, con tanto di attacco alle Ong. Anna Ammanniti
