Gli accertamenti sono stati disposti dall’Aipes: nella giornata di giovedì un ispettore con alcuni operatori sono saliti in Comune per verificare la presenza e la regolarità dei percettori del RDC inseriti nei Progetti Utili alla Collettività, rispetto alle mansioni a loro affidate.
Dai controlli effettuati, anche grazie ai registri dell’Ufficio Servizi Sociali in municipio, è emerso che i residenti di Arpino percettori del Reddito di Cittadinanza impiegati nei PUC si attengono in maniera scrupolosa agli orari ed al rispettivo incarico. C’è da aggiungere che, alcuni beneficiari, prestano anche delle ore di volontariato, in maniera del tutto spontanea e gratuita, che prescindono dallo stesso progetto, inteso come occasione di inclusione che passa per una collaborazione fattiva, a vantaggio della comunità, e recepita dagli stessi beneficiari come il mezzo per “meritarsi” il contributo. Per la comunità della Terra di Cicerone questi concittadini si sono rivelati un vero e proprio valore aggiunto, un potenziale impiegato in mansioni di utilità sociale che, in precise circostanze, hanno fatto la differenza. Diverse volte TG24.info ha riportato il magistrale impegno dei beneficiari del RDC di Arpino, così come la soddisfazione degli amministratori rispetto all’ottimo risultato di tale “collaborazione”.
Per correttezza si ricorda che i percettori che sottoscrivono il patto per l’inclusione sociale presso il Comune di residenza risultano in caricato alla piattaforma del Comune e sono direttamente “disponibili”; coloro che avallano il patto per il lavoro e firmano presso il Centro per l’Impiego risultano in carico alla piattaforma del Centro per l’Impiego ed, a causa di un farraginoso iter burocratico, risultano “bloccati”, per cui spesso non vengono impegnati nei PUC. Tornando ai controlli, gli ispettori AIPES sono stati non solo in territorio arpinate ma anche presso altri Comuni dove, sembrerebbe, siano stati sospesi ben 5 sostegni economici ad altrettanti percettori “furbetti”.
Sara Pacitto
