Il presidente dell’associazione Quartiere Cerere, Luca Santovincenzo interviene riguardo la conferenze di servizi sul biodigestore che si è svolta ieri e le parole del consigliere comunale Riccardo Ambrosetti, indirizzate a comitati di quartieri “finto-ambientalisti”.
Queste le parole di Luca Santovincenzo: “Purtroppo, nella seduta della C.d.S. dell’11 luglio il parere sanitario letto dal Sindaco è stato oggetto di rilievi della società proponente e domande pungenti del funzionario regionale. Noi dell’Associazione Quartiere Cerere non possiamo garantire per un atto che doveva e poteva farsi in modo e tempi diversi, però per la Città siamo pronti a sostenere tale parere davanti la Regione fino alla morte. Colgo l’occasione per precisare che i comitati di quartiere definiti “finto-ambientalisti” dal consigliere Riccardo Ambrosetti sono gli unici che durante la seduta di ieri hanno tentato di difendere il Sindaco di fronte alla situazione imbarazzante che si stava profilando. A tale proposito tengo a ringraziare la dott.ssa Ina Camilli del comitato residenti di Colleferro, la quale è stata apprezzata e sostenuta proprio dal sottoscritto quando ha egregiamente difeso il sindaco dall’incalzare dell’ingegnere sul ritardo per il rilascio del parere sanitario. Inoltre, proprio l’Associazione che rappresento è stata tra i promotori nell’ambito del “movimento NO Biodigestore Anagni” della raccolta firme per la storica delibera di Consiglio Comunale a cui il Sindaco si è aggrappato ieri per difendere il suo operato. Infine, è giusto spiegare al consigliere Ambrosetti che le uniche osservazioni private acquisite nella seduta dell’11 luglio sono state, guarda caso, quelle dell’Associazione Quartiere Cerere. In tali osservazioni non ci siamo di certo limitati a dire NO, ma siamo stati noi a chiedere di bloccare il rilascio l’AIA per mancanza dei pareri di ARPA e CTR, come in concreto poi disposto dalla Regione. In queste osservazioni abbiamo sollevato diverse altre questioni, che dovrebbero essere esaminate e sostenute anche dal Sindaco e dalla Provincia: mi riferisco, tra le varie cose, alla censurata contraddittorietà del parere dell’Area Rifiuti, al problema di sostituzione ex novo del progetto originario ed alle carenze istruttorie derivanti dalla mancanza del parere Istituto Sanità e della caratterizzazione dell’area, nonché dal maggior impatto ambientale provocato dagli incrementi di consumo di suolo emersi col tardivo parere urbanistico del Comune. È tutto agli atti e basta leggerli. Il consigliere Ambrosetti, piuttosto che informarsi e mostrare rispetto del ruolo che riveste e dei cittadini che rappresenta, interviene purtroppo senza cognizione di causa e con toni ingiustamente infamanti.” Queste le parole del consigliere comunale Ambrosetti, abbiamo tagliato i riferimenti offensivi. “ Ieri in Conferenza dei Servizi il Comune di Anagni ha chiarito in modo inequivocabile di essere contrario alla realizzazione di un impianto di biodigestione nel nostro territorio. La Provincia di Frosinone e la Regione Lazio, entrambe governate dal centrosinistra, non hanno espresso rimostranze tali da mostrare una opposizione al progetto, dunque a sostegno degli interessi del territorio che, per bocca del Sindaco Natalia, ha detto chiaramente di essere contrario. In Commissione Sanità il Sindaco aveva presentato il suo parere sanitario, giudicato ben scritto, sostenuto da validi dati scientifici e saldamente poggiato sul principio di precauzione e tutela sanitaria ed ambientale per il nostro territorio. E questo era stato dichiarato anche dalla minoranza e dai comitati ambientalisti. Il Sindaco Daniele Natalia lo ha ripetuto tante volte che quella sul biodigestore è una battaglia che Anagni conduce nella sua interezza, ascoltando e lavorando sinergicamente anche con la minoranza (che in alcuni suoi esponenti mostra, purtroppo, una doppiezza politica evidente) e con i comitati ambientalisti. Dunque mi chiedo perché un parere sanitario considerato valido in Commissione, poi dopo la Conferenza dei Servizi venga attaccato dal Consigliere Di Giulio, molto attento a difendere la sua poltrona. Mentre il Sindaco Natalia e la nostra maggioranza non hanno strapuntini da difendere né referenti politici cui rendere conto su questo, quegli stessi referenti cui interessa impiantare il biodiogestore da 84.000 tonnellate ad Anagni, e si può continuare a lottare per la salute e l’ambiente senza fraintendimenti, Di Giulio mostra di annaspare, dovendo rendere conto sia ai loro elettori anagnini sia ai suoi tutori politici a Frosinone e Roma, sponsor di un “campo largo” privo di identità politica ben definita.” Queste le parole del consigliere di opposizione, Nello Di Giulio, dai toni certo più consoni a un rappresentante delle Istituzioni: “Lo svolgimento della CdS sul rilascio dell’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) sulla vicenda del biodigestore da 84mila tonn/a, da noi seguita in collegamento diretto su piattaforma, lascia spazi di riflessione e perplessità dopo tutto il lavoro svolto nelle commissioni consiliari e da alcuni professionisti di settore. Non è certo il tempo creare divisioni tra i cittadini, ma nelle due ultime commissioni abbiamo più volte evidenziato, anche direttamente al Sindaco, che il tanto atteso parere sanitario negativo nasceva finalmente dall’analisi di dati ufficiali resi pubblici e disponibili dall’Istituto Superiore di Sanità (Studio SENTIERI), dalla Regione Lazio (Dipartimento di Epidemiologia del SSN-Regione Lazio) dall’ISTAT Istituto Nazionale di Statistica. Altre fonti, quando richiamate, erano intese a supporto di ulteriori elaborazioni e in termini assolutamente aggiuntivi rispetto ai tre Istituti pubblici. Fuori luogo invocare (in tale sede di CdS) presunti studi effettuati dai medici locali, in quanto accreditati come migliori conoscitori del territorio di Anagni, per dare efficacia al parere sanitario presentato in AIA anziché in procedura di VIA. La forza del parere negativo accoglibile in AIA, è stato più volte ribadito, è tutta nei dati ufficiali delle fonti istituzionali (Ministero, Regione, Istat) correttamente riportati e interpretati con l’ausilio prezioso di medici professionisti attivi nel settore. È dai dati ufficiali che emergono (purtroppo) i gravi indici di mortalità e morbosità della nostra area, sulla base di numeri tabellati e incontrovertibili. Non c’era bisogno di altro se non saperli interpretare (come si è cercato di fare con l’ausilio di medici) e poi riferire e sostenere correttamente in sede di Conferenza di Servizi. Ben ha fatto la dott.ssa Petricca (che ringraziamo) a imporre un suo intervento per cercare di recuperare chiarezza verso il dirigente coordinatore CdS, Ing Leone, su questo aspetto fondamentale e riportare l’attenzione sulla ufficialità dei dati da cui è generato il parere negativo del Sindaco. Speriamo tutti, per il bene della nostra città di Anagni, che questo possa essere sufficiente, ma la dr.ssa Petricca era solo nel ruolo di uditore e, comunque, tutto il lavoro di commissioni era stato effettuato con il Sindaco della città. Il 9 agosto prossimo ci sarà la CdS definitiva, Anagni sta rischiando di compromettere seriamente il proprio futuro e gli anagnini di oggi già pagano prezzi troppo alti in termini di malattie e di mortalità da cause ambientali. Una riflessione che recuperi e rinsaldi l’efficacia dell’opposizione a questo spropositato impianto di lavorazione rifiuti potrebbe essere più che opportuna.” Anna Ammanniti
