Pacchi alimentari in cambio di voti al Comune di Arnara, assoluzione di massa. Ieri mattina il giudice ha pronunciato la sentenza di assoluzione peri dieci imputati di peculato falso e truffa. Per quanto riguarda invece i reati di falso e truffa in danno della Regione Lazio è sopraggiunta la prescrizione.
La vicenda risale al 2010 quando la giunta comunale chiese alla Regione Lazio dei finanziamenti per un progetto di mensa sociale. Per accedere ai contributi il servizio doveva essere già attivo da almeno un anno. Ma nel Comune di Arnara non era così. Così a seguito di un esposto erano state avviate le indagini da parte degli uomini della Digo. A conclusione delle indagini e venne fuori che quei soldi ottenuti dalla Regione erano stati utilizzati per acquistare pacchi alimentari del valore di 30 euro ciascuno. Pacchi che fino alla vigilia del voto per le amministrative del 2014 secondo le accuse, sarebbero stati consegnati a decine di persone alle quali in cambio di quel pacco alimentare veniva chiesto il voto. Ieri dopo ben nove anni di battaglie legali è stata scritta la parola fine a questo processo. Nel collegio difensivo gli avvocati Giampiero Vellucci, Riccardo Masecchia, Mario Di Sora, Paolo Pulciani, Gaetano Castaldi e Gianrico Ranaldi. Grande la soddisfazione del legale Vellucci che a tal proposito ha dichiarato: “Finalmente il tribunale ha preso atto che la vicenda che ha azzerato alcune componenti politiche di Arnara non aveva nulla di illecito in quanto i danari pubblici impiegati erano stati integralmente utilizzati per l’acquisto di viveri destinati a famiglie bisognose nonché per l’organizzazione di progetti sociali riservati agli anziani così come accade in tutte le città italiane. L’amministrazione Capogna ha dimostrato anzi grande vicinanza alle categorie più deboli: gli anziani e le famiglie in difficoltà economica”. Mar.Ming.
