Anagni – Rigenerazione urbana pensata per il risparmio del suolo e non per l’altro! L’intervento di Anagni cambia Anagni

Anna Ammanniti
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L’associazione Anagni cambia Anagni attraverso il suo rappresentante in consiglio comunale, Nello Di Giulio affronta il tema “Rigenerazione Urbana” e il “bersaglio mancato” dall’amministrazione comunale attuale. Il piano infatti è stato bocciato dalla Regione Lazio, in quanto ci sono diversi aspetti che cozzano con i principi della Rigenerazione Urbana. Il principio essenziale della legge regionale in questione è quello del risparmio del suolo e non delle colate di cemento, aspetto necessario affinché si possa chiamare appunto “rigenerazione urbana”. Tempo e risorse pubbliche spese male per un risultato che già in partenza si preannunciava un flop.

La legge regionale del 18 luglio 2017“Rigenerazione Urbana “consiste nel recupero degli stabili esistenti, costruiti legittimamente, sostanzialmente per prevenire il consumo del suolo. Questa la nota stampa di Anagni cambia Anagni, che come per ogni altro argomento, si conferma disponibile nelle opportune sedi, per eventuali approfondimenti con i cittadini e le associazioni culturali della città. “Rigenerazione Urbana – Domande:1) di cosa si tratta, in sintesi? 2) qual è il contesto urbanistico di Anagni in cui si cala la norma regionale? 3) cosa ha fatto l’amministrazione Natalia? 4) quale la posizione espressa da Anagni cambia Anagni? 5) cosa nel prossimo futuro? Risposte:1) il tema centrale è migliorare la qualità della vita dei cittadini interagendo congiuntamente su aspetti sociali, edilizi, urbanistici ed economici. Quasi una sorta di “legge quadro” che assegna ai comuni un ruolo centrale nella riqualificazione del patrimonio edilizio esistente e nella rigenerazione di spazi pubblici limitando ulteriore consumo di suolo e salvaguardando il paesaggio, l’ambiente, la mobilità sostenibile delle persone. Insomma, una Legge tanto importante quanto complessa nell’applicazione per i suoi molteplici risvolti/collegamenti. L’applicazione della Legge, è finalizzata alle porzioni di territorio urbanizzato e con esclusione del centro storico (PRG), si avvale di “Programmi Urbanistici” o di “Interventi Edilizi” in “Ambiti territoriali di riqualificazione e recupero edilizio”, nonché dello strumento facilitato del “Permesso di costruire Convenzionato” di disciplina della Giunta comunale. Strumenti attuativi, diversi tra loro, che, seppur agevolati, non dovrebbero mai smentire i principi ispiratori della Legge. 2) la città di Anagni è regolata sul piano urbanistico ancora da un PIANO REGOLATORE GENERALE di natura fortemente espansiva approvato nel 1975 (s.m.i.) che presenta allo stato attuale molte “zone inattuate” in quanto, principalmente negli anni della crisi industriale, il fenomeno della crescita della popolazione si è arenato e poi invertito in decrescita, sia nel generalizzato saldo naturale, quanto anche nello specifico saldo migratorio che per anni era stato più che compensativo. Altri diversi elementi hanno contribuito, inoltre, ad impoverire la città per cui, negli ultimi anni, gli abbandoni di edifici chiusi, gli Affittasi o i Vendesi sono diventati sempre più numerosi. La tendenza allo spopolamento, anche delle attività di prossimità, è particolarmente presente, per svariati ed ulteriori fattori, soprattutto nell’ambito centro storico. In costanza delle maggiori attenzioni, anche costituzionali, al paesaggio e all’ambiente, quel PRG così fatto e datato di circa 50 anni, espone il territorio di Anagni a rischi di devastazione e a nuove forme di degrado in antitesi ai principi ispiratori della Rigenerazione urbana. Ovviamente questo non si creerebbe, invece, in tutte le città il cui strumento urbanistico fotografi situazioni reali (non vecchie di mezzo secolo!) a cui riferire l’applicazione dei sani principi regionali/statuali e politiche ambientali 3) la giunta Natalia ha dimostrato di essere culturalmente, anche in questo ambito, e urbanisticamente con la testa volta all’indietro ponendosi chiaramente l’obiettivo “anche di forzare” l’impianto normativo di settore per dare “prioritariamente piena attuazione” a quel PRG espansivo datato quasi mezzo secolo passato. In Commissione urbanistica, in Consiglio comunale del 10 11 2020 tale volontà della giunta Natalia è ribadita in varie posizioni disponibili nei relativi verbali. Persino nel DUP che accompagna il Bilancio di previsione finanziario 2022-2024 è riaffermato in chiaro “incentivando il completamento delle aree edificabili esistenti a fini residenziali” pur cozzando contro principi di fondo della Rigenerazione urbana (risparmio suolo) ed alcune delle osservazioni sottostanti la bocciatura (molte sono inerenti alla fase di pubblicazione dopo il Consiglio comunale) da parte della Regione Lazio. 4) la posizione di Anagni cambia Anagni è chiaramente espressa e motivata in tutti gli interventi effettuati, in Commissione urbanistica ed in Consiglio, su tutte le 5 proposte di Giunta, afferenti (direttamente o non) la Rigenerazione urbana, portate all’esame e deliberazione del Consiglio comunale. In estrema sintesi, Anagni cambia Anagni ha approvato, verbalizzando diverse osservazioni, ed in specie sugli Ambiti territoriali assai simili a quelle espresse in seguito dalla stessa RL, l’adozione nella città di Anagni della Lg Reg.le del 18 07 2017 “Disposizioni per la rigenerazione urbana ed il recupero edilizio” come già avvenuto nella maggior parte dei comuni del Lazio. Anagni cambia Anagni, pur con i suddetti rischi di dichiarate “forzature” nella fase applicativa, ha approvato anche le “Disposizioni normative per gli interventi di rigenerazione urbana e il recupero edilizio finalizzate al miglioramento sismico ed efficientamento energetico”. Hanno invece avuto voto contrario le delibere (comunque approvate con i voti della maggioranza) che sono apparse formulate con malcelata volontà espressa di voler “forzare la norma regionale” e che consentirebbero ancora colate di cemento sul territorio di Anagni. La scelta della corretta applicazione della Rigenerazione urbana è scelta di qualità dello sviluppo di Anagni, essa non blocca di certo l’edilizia, ma la sostiene e la specializza nelle pratiche di risanamento e valorizzazione degli edifici (anche con volumetrie aggiuntive) in ottica di una migliore abitabilità e qualità della vita, di contenimento del consumo energetico e salvaguardia del territorio. 5) nelle prossime settimane arriveranno in Consiglio Comunale le nuove proposte di delibere approvate dalla Giunta, dopo le osservazioni o improcedibilità dichiarate dalla Regione Lazio, il nostro esame sarà, per quanto possibile, ancora molto puntuale per assicurare alla città la disponibilità e rispetto delle opportunità e principi cardini della “Rigenerazione urbana e del recupero edilizio” di cui anche Anagni avverte indubbio bisogno. Rigenerare e valorizzare nel pubblico (parchi e servizi) e nel privato (abitazioni) non certo strumento di “elusione” di principi e norme per favorire ulteriori consumi di suolo, incuranti dei costi ambientali e dell’effetto impoverimento patrimoniale sui cittadini. Non ultimo, il rischio di abbandono al degrado di parti significative del centro urbano e territorio. Elemento fondamentale in questo delicato ed importante passaggio nella visione della qualità dello sviluppo di Anagni sarebbe l’adozione di un nuovo aggiornato Pucg (piano regolatore) la cui fase istruttoria, sebben avanzata già nel 2016, giace ancora immobilizzata nei cassetti di questa giunta Natalia almeno da quattro anni. “ Anna Ammanniti
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