Anagni – Donati defibrillatore e presidi sanitari in memoria di Alberto Atturi

Ettore Cesaritti
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Su iniziativa dei familiari di Alberto Atturi e dell’associazione Diritto alla Salute, sono stati donati un defibrillatore ed altri supporti sanitari al presidio ospedaliero di Anagni

Alberto Atturi, dipendente Asl ma soprattutto persona disponibile e molto attivo a favore dei cittadini (Carlo Ribaudo ha ricordato che Atturi, nonostante fosse dipendente Asl, fu uno dei firmatari del ricorso contro la chiusura dell’ospedale), restò vittima di un tragico incidente mentre accudiva al giardino della propria abitazione. La famiglia chiese che al posto dei fiori venisse fatta una donazione per raccogliere fondi da destinare all’acquisto di presidi sanitari. La somma, che con il contributo dell’associazione Das Diritto alla Salute ha raggiunto la cifra di tremila euro, ha permesso l’acquisto di un moderno defibrillatore donato al Pat, ed attrezzature consegnate alla palestra del Reparto di Fisioterapia. La breve cerimonia, alla presenza dei familiari di Alberto (i genitori, il figlio Simone, la moglie Lorella, la sorella ed altri), del Direttore del distretto A dott. Russo, del dott. Noto responsabile del Pat, del Dott Roiati, dei medici e degli operatori sanitari presenti in struttura. Alessandro Compagno presidente das, accompagnato dal vice Silvano Haag e dalla segretaria Cinzia Belardi, ha ringraziato per il sostegno all’iniziativa le associazioni presenti (Anagni Viva con la prof.ssa Anna Natalia e il Comitato salviamo l’ospedale di Anagni con il presidente Carlo Ribaudo). L’amministrazione comunale era rappresentata dall’assessore Valentina Cicconi e dal consigliere Elvio Giovannelli Protani. Le parole di Simone, figlio di Alberto, hanno emozionato e commosso: “in certe occasioni si ha l’abitudine di mitizzare, di divinizzare. Mio padre non era un dio, non era un mito, non era un eroe. Era un uomo semplice, con le sue paure e le sue debolezze. Aveva anche grande talento e grossi pregi, tra questi sicuramente la generosità. Ed il significato di quanto stiamo facendo è un monumento alla sua generosità, verso tutti”. E.C.
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