Neonata morta in circostanze sospette, due ginecologhe dell’ospedale Fabrizio Spaziani di Frosinone sono state rinviate a giudizio per omicidio colposo.
Secondo la procura la neonata poteva essere salvata se avessero somministrato un farmaco che avesse impedito la mancanza di ossigeno per la nascitura. Situazione che poi ha comportato il decesso della piccina presso il Policlinico Umberto Primo di Roma dove era stata trasferita. I fatti risalgono allo scorso anno quando una donna di 36 anni residente Amaseno dà alla luce la sua piccina di nome Nicole. Ma subito dopo la nascita la bimba comincia ad avere problemi respiratori e siccome la situazione peggiorava di giorno in giorno i medici del nosocomio frusinate hanno deciso di trasferire la piccola paziente presso il Policlinico Umberto Primo di Roma. Ma qui la ragazzina morirà dopo 13 giorni di agonia, a decretare la sua morte ben due arresti cardiaci che aveva avuto uno dietro l’altro. I genitori distrutti dal dolore hanno deciso di affidarsi agli avvocati Riccardo Masecchia e Fabrizio Faustini per essere rappresentati nelle opportune sedi. Loro chiedono di sapere cosa sia realmente successo alla bambina e se c’erano state responsabilità da parte dei medici per il suo decesso. A conclusione delle indagini la procura avrebbe ravvisato negligenza ed imperizia da parte delle due ginecologhe in quanto non avrebbero somministrato alla gestante farmaci che vengono utilizzati nel momento in cui sopraggiunge una condizione di sofferenza uterina. Nello specifico il feto sarebbe rimasto privo di ossigeno per quasi due ore, un tempo lunghissimo dove praticamente tutti gli organi vitali sono stati compromessi. Le due imputate che dovranno comparire il prossimo 18 ottobre presso il Tribunale di Frosinone saranno rappresentate dagli avvocati Natalino Guerrieri e Giuseppe La Sforza del foro di Bari. Al. And.
