FOCUS – Inclusione attraverso lo sport: Special Olympics ed European Football Week

Alessandro Andrelli
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(di Irene Annarelli) Tutto inizia nel cortile della casa di Eunice Kennedy Shriver, nel 1962, con il primo “Camp Shriver”, un posto sicuro dove le persone con disabilità intellettive potevano cimentarsi in varie attività fisiche e sportive, socializzando e migliorando notevolmente le loro capacità. Un luogo libero da giudizi e pregiudizi, dove poter sperimentare e sentirsi liberi per qualche ora.

Eunice faceva parte della famiglia Kennedy, era abituata a stare al centro dell’attenzione, alle luci dei flash dei fotografi e alla fama. Credeva nella giustizia e si occupava di sua sorella Rosemary, che aveva una disabilità intellettiva e come molte persone con quel tipo di problemi negli anni ’60, aveva subito un intervento di lobotomia, totalmente non riuscito. C’era un momento della giornata però, in cui Rosemary sembrava rinascere, libera dal dolore e felice: erano le ore passate in acqua con sua sorella Eunice, oppure quelle passate giocando a calcio o andando in barca a vela. Erano le ore passate a fare sport. Eunice nota così che le persone con disabilità intellettive ottengono benefici proprio mentre praticano sport, acquisendo fiducia in sé stessi, migliorando le proprie abilità e socializzando. Dal cortile di casa ai primi Giochi Internazionali Special Olympics del 1968, il passo è breve. Nasce così la storia recente di questo movimento che ha come missione un rinnovamento culturale che passa attraverso lo sport, che mira ad abbattere giudizi e pregiudizi, a lottare contro il bullismo e le ingiustizie verso queste persone che Eunice definiva speciali. Quando si parla di sport, la prima cosa che viene in mente è l’inclusione, l’aiuto reciproco, le amicizie che si formano e che ti restano dentro per tutta la vita e questi stessi principi devono essere un punto di riferimento anche per le persone che presentano delle disabilità. Durante la 37° Giornata di Campionato della Serie A, andata in scena il 14, 15 e 16 maggio, prima del calcio di inizio si è visto sui campi da gioco uno striscione dallo sfondo arancione, con la scritta Special Olympics #PlayUnified. Un’iniziativa importante quella intrapresa dalla Lega Serie A e non solo, per portare l’attenzione di quante più persone possibili su un tema importante e ancora oggi pieno di tabù, in occasione della XXII Special Olympics European Football Week, evento supportato anche dalla Uefa, che si disputerà in 45 Paesi e vedrà in campo 35mila atleti con e senza disabilità intellettive, impegnati in più di 350 eventi. A differenza delle Olimpiadi Paralimpiche, che sono riservate agli atleti migliori, gli Special Olympics sono aperti a tutti e puntano a far emergere le abilità di ogni partecipante, stimolandoli a dare il meglio di loro stessi, abbattendo quelle barriere che non hanno creato ma solo subito. Punto forte di questi Special Olympics sono gli sport unificati, eventi che mirano all’inclusione totale attraverso lo sport e che vede il calcio uno dei protagonisti assoluti: atleti con e senza disabilità si allenano e gareggiano insieme, prendendo a calci un pallone rosso, simbolo di questi sport unificati. Lo scopo di questi giochi speciali è la creazione di connessioni che accadono sia in campo, quando ci passiamo la palla, sia nella vita, quando condividiamo momenti di gioco e di allegria. Il cambiamento non avviene se tutti decidiamo di stare a guardare. È importante invece scendere in campo, abbracciare la diversità e trasformarla in arricchimento, metterci a disposizione di tutte quelle persone che non si sentono diverse e che chiedono solo di poter correre insieme, in quel rettangolo verde, che ci regala sempre tante emozioni. Del resto una diversità è tale solo se decidiamo di etichettarla in quel modo. #PlayUnified, insieme tenendo in mente il motto degli atleti che decidono di partecipare agli Special Olympics: “Che io possa vincere, ma se non riuscissi, che io possa tentare con tutte le mie forze”. Appuntamento dunque dal 20 al 29 maggio per gli European Football Week e dal 4 al 9 giugno a Torino, per i Giochi Nazionali Estivi Special Olympics. Irene Annarelli
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