Lo scorso 11 e 12 maggio i Carabinieri della Compagnia di Colleferro e l’Associazione per la Cura delle Dipendenze Patologiche (ACuDiPa) hanno tenuto due conferenze, rivolte agli studenti dell’Istituto Tecnico Statale “S. Cannizzaro” e dell’Istituto Superiore di Istruzione “G. Marconi” di Colleferro, organizzate con la collaborazione di entrambe le Direzioni Scolastiche per trattare temi di formazione della cultura della legalità.
L’incontro è stato tenuto dal comandante della Compagnia Carabinieri di Colleferro, il cap. Vittorio De Lisa e dalla dott.ssa Sara Nocera, Emergency Supporter rappresentante dell’Associazione ACuDiPa, che si occupa delle dipendenze patologiche. Hanno partecipato alle conferenze complessivamente 360 alunni di entrambi gli istituti, con i quali i relatori hanno parlato dell’importanza del rispetto delle regole quale fondamento per la civile convivenza, uso consapevole dei social, della devianza giovanile e delle dipendenze. Studenti e docenti hanno sperimentato la simulazione, tramite l’uso di particolari visori di uno stato di alterazione psicofisica da abuso di alcol. Indossando gli occhiali speciali si sperimentano le difficoltà che si incontrano a guidare in stato di ebbrezza con lo sdoppiamento di immagini e la distorsione delle forme.
Le due conferenze hanno riscosso grande interesse da parte dei giovani, con numerosissime domande e interventi. L’attività rientra nel quadro delle iniziative di formazione e sviluppo della cultura della legalità che vede impegnati i Carabinieri del Comando Provinciale di Roma in attuazione del protocollo d’intesa tra l’Arma e il Ministero dell’Istruzione e nell’ambito del programma nazionale di collaborazione con l’Associazione ACuDiPa, con la quale prosegue la cooperazione per promuovere la prevenzione e la cura delle dipendenze patologiche.
ACUDIPA è stata fondata nel 2000 da un board di professionisti delle dipendenze ed opera nel campo della tossicodipendenza e delle altre dipendenze patologiche attraverso attività di prevenzione, cura, riabilitazione e reinserimento. L’organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) descrive la dipendenza patologica come una “condizione psichica, talvolta anche fisica, derivante dall’interazione tra un organismo e una sostanza, caratterizzata da risposte comportamentali e da altre reazioni che comprendono un bisogno compulsivo di assumere la sostanza in modo continuativo o periodico, allo scopo di provare i suoi effetti psichici e talvolta di evitare il malessere della sua privazione”.
L’abuso si ha quando una persona fa un uso eccessivo di sostanze e per questo si verificano delle conseguenze negative sulla sua salute, mentre la dipendenza patologica si ha quando una persona non può più fare a meno di una determinata sostanza che diventa la sua priorità assoluta. I ragazzi spesso si avvicinano alle droghe leggere o all’alcol con un approccio disinvolto. Solitamente per trasgredire le regole, per semplice curiosità, per passare una serata in compagnia, per sentirsi grandi. Questo non basta a creare una dipendenza. Si può dipendere anche da una sostanza oppure da un comportamento, come il gioco d’azzardo patologico, lo shopping compulsivo, la dipendenza da tecnologia. Le conseguenze psicologiche possono essere anche serie. Ben vengano queste iniziative disposte dalle istituzioni, la società ha bisogno di informazioni, i giovani hanno bisogno di nozioni per capire che è meglio stare lontano dalle dipendenze.
Anna Ammanniti
