Giro di mazzette alla camera mortuaria di Frosinone, al via gli interrogatori. Questa mattina accompagnati dai loro difensori Tony Ceccarelli, Filippo Misserville ed Alfredo Magliocca i due tecnici necrofori ed una ausiliaria verranno ascoltati dal magistrato inquirente. Tutti e tre, va detto, si trovano ai domiciliari perchè accusati di concussione continuata in concorso.
L’illecito sarebbe emerso a seguito della denuncia del titolare di una agenzia di pompe funebri il quale avrebbe dichiarato ai carabinieri che hanno poi avviato l’inchiesta, di aver versato in venti anni di questo malvezzo circa centomila euro. Il tutto per ottenere un servizio funerario. L’operazione messa in atto dai militari della compagnia di Frosinone agli ordini del capitano Luca D’Alessandro, è stata denominata “Operazione Caffè” proprio perchè per versare il denaro agli interessati le vittime usavano dire “ti offro un caffe”. Ma certo si trattava di mance molto sostanziose. Secondo alcune indiscrezioni trapelate le indagini non sarebbero ancora concluse in quanto nell’inchiesta sono coinvolte altre persone iscritte sul registro degli indagati. I tre dipendenti dell’ Asl che come già accennato si trovano agli arresti domiciliari, dal canto loro avrebbero respinto fortemente le pesanti accuse. Spetterà adesso ai legali difensori smontare tutto il castello accusatorio che è stato costruito dagli investigatori nei confronti dei loro assistiti. L’inchiesta, ricordiamo, è stata avviata dai carabinieri della compagnia di Frosinone nel 2019 quando una delle vittime stanca di essere vessata e costretta ad evolvere sotto forma di regali e somme di denaro agli operatori in cambio del loro imposto aiuto, si è rivolta alle forze dell’ordine. Mar.Ming.
