Legambiente è stata molto chiara riguardo la posizione dei Medici per l’Ambiente: “Sono liberi di effettuare le indagini scientifiche che ritengono utili facendo uso dei dati delle centraline Ancler, ma le amministrazioni comunali non possono più, stante la posizione espressa dall’organo tecnico ufficiale. Continuare a finanziare con denari pubblici sistemi di monitoraggio ritenuti inaffidabili a tal punto da consentire a chi faccia uso dei dati da essi prodotti di potersi macchiare del reato di procurato allarme.”
La coalizione civica LiberAnagni affronta la questione chiedendo spiegazioni al sindaco di Anagni a proposito delle centraline Ancler installate sul territorio anagnino. Questa la nota stampa. “Quanto emerso grazie ad un recente comunicato di Legambiente circa i dispositivi ANCLER per la misurazione della qualità dell’aria merita un approfondimento e delle risposte da parte dell’amministrazione. Rispondendo ad una precisa richiesta di Legambiente, ARPA (Agenzia regionale per la protezione ambientale) ha constatato che, essendo tali dispositivi basati su un metodo di rilevazione non riconosciuto dalla normativa vigente, le informazioni acquisite non sono significative e non sono comparabili con quelle ottenute dal sistema regionale di misurazione della qualità dell’aria, capillarmente diffuso in tutta la Regione, che fornisce quotidianamente – e gratuitamente – lo stato dell’aria che respiriamo. A che servono, dunque, queste centraline acquistate dall’amministrazione e collocate in diverse zone della città? Per dovere di cronaca è bene ricordare che il comune di Anagni a suo tempo ne acquistò 15 per una spesa di circa 46000 euro + oneri ma, ad oggi sono solo 8 le centraline in funzione. Da qui altre due domande per le quali è doverosa una risposta. Le altre 7 centraline che fine hanno fatto? Il costo di queste centraline è stato pagato una tantum oppure queste necessitano di spese accessorie periodiche per la manutenzione? Qualora stessimo pagando, paghiamo per 8 o per 15 centraline? C’è poi una ulteriore domanda che esige una risposta indispensabile: a cosa sono serviti i dati raccolti dai dispositivi Ancler? Magari a queste domande potrebbe rispondere il consigliere NECCI, membro dell’associazione “Medici per l’ambiente” e di sicuro anche l’assessore all’ambiente D’ERCOLE e il sindaco NATALIA. Ci tornano in mente le roboanti dichiarazioni del Sindaco NATALIA sulla questione: “Siamo ben disposti a valutare qualsiasi proposta, studio o investimento sull’ambiente che ci venga proposto…” “È stata proprio l’installazione delle centraline ANCLER a rendermi consapevole della prospettiva sbagliata con la quale ci siamo sempre approcciati al problema ambientale in quanto da una analisi dei dati si è scoperto che ad inquinare non sono tanto le industrie – che ormai hanno i mezzi per controllare e depurare le scorie delle proprie produzioni – quanto le automobili e le caldaie di vecchio tipo.” “Ecco la bontà del progetto, sta proprio nel fornire strumenti ai decisori politici per ben amministrare e dare un valido indirizzo politico al territorio.” Pensiamo di aver diritto di sapere quale sia il “valido indirizzo” che l’amministrazione Natalia ha dato al territorio in materia ambientale! Sindaco NATALIA, Assessore D’ERCOLE e consigliere NECCI, non sarebbe stato più opportuno basarsi sulle rilevazioni ufficiali di ARPA? Non sarebbe stato più giusto impiegare il denaro pubblico per una convenzione con ARPA invece che soggetti privati? È stato utilizzato denaro pubblico per ottenere rilevazioni inutili? Quali azioni ne sono scaturite? Qual è la correlazione tra il progetto ANCLER e la tutela della salute dei cittadini? I cittadini hanno diritto ad una risposta.” Anna Ammanniti
