Due avvisi di conclusione indagini e conseguente richiesta di rinvio a giudizio notificati in meno di 48 ore e per ipotesi di reato diverse: a battere il singolare record giudiziario è stato Luigi Rossi, sindaco di Villa Latina, piccolo paese della Valle di Comino, in provincia di Frosinone.
Due indagini separate, quelle portate avanti dalla Procura della Repubblica di Cassino, ma che hanno sempre al centro il primo cittadino. Entrambe le inchieste sono state coordinate dal magistrato Alfredo Mattei: nella prima il pm avrebbe ravveduto l’intenzione del sindaco di raggirare l’autorità giudiziaria con un escamotage; nella seconda avrebbe invece, in concorso con altre persone (accusate anche di tentata corruzione) commesso il reato di abuso d’ufficio. Ma procediamo con ordine: il primo avviso di garanzia scaturisce da un’indagine svolta da Guardia di Finanza e Carabinieri e che deve Luigi Rossi accusato di ‘frode processuale’. L’amministratore comunale avrebbe dichiarato di essere l’unico possessore della chiave che apre la cassaforte del municipio all’interno della quale sarebbe stato posizionato il danaro proveniente dal pagamento dei loculi acquistati dai cittadini. Una dichiarazione questa rilasciata nel tentativo di discolpare un suo dipendente finito agli arresti per il reato di ‘peculato’, in pratica per la magistratura avrebbe incassato ed utilizzato per scopi personali il denaro versato dai cittadini per l’acquisto dei loculi. Il sindaco ha sostenuto che non vi era stato nessuno ingiusto utilizzo del denaro pubblico e che questi era custodito nella cassaforte. Una spiegazione questa che non ha convinto il magistrato che ha quindi disposto il sequestro della somma e la verifica, attraverso la Banca d’Italia, della matrice di ogni banconota. Il risultato degli accertamenti è stato sconcertante: quelle banconote sono state stampate e messe in circolazione mesi dopo l’inizio dell’indagine per ‘peculato’. Inevitabile la richiesta di rinvio a giudizio per il sindaco. L’altra indagine, la cui conclusione è stata notificata a poche ore l’una dall’altra, riguarda un tentativo di corruzione denunciato da un cittadino a carico di un consigliere comunale di maggioranza a Villa Latina e il tecnico comunale infedele già sotto processo per peculato. Il denunciante, secondo quando vergato nell’esposto consegnato ai militari del Luogotenente Sisti, comandante della stazione di Atina, sarebbe stato avvicinato dal consigliere di maggioranza Rossi e dal tecnico comunale affinché ritirasse una querela per abuso edilizio presentata a carico di un loro amico. Le indagini hanno fatto emergere che al pari della remissione di querela il cittadino avrebbe avuto dei benefici. Per questo a loro carico il magistrato ha contestato la tentata corruzione e l’induzione indebita. La posizione del sindaco Luigi Rossi, che deve rispondere di abuso d’ufficio, scaturisce dal fatto che pur essendo a conoscenza degli abusi edilizi commessi dal denunciato, avrebbe fatto finta di non sapere nulla. Angela Nicoletti
