A lanciare l’allarme sono i medici di base, in considerazione delle mutazioni di Omicron e delle frequenti reinfezioni, anche tra i trivaccinati.
Dopo il timido trend in discesa registrato nel Lazio nelle ultime settimane, si teme che le festività pasquali appena trascorse possano causare una ulteriore impennata dei contagi, visto anche l’allentamento dei provvedimenti restrittivi per effetto della fine dello stato d’emergenza sanitaria. Febbre, tosse, naso che cola, vertigini, mancanza di gusto ed olfatto, pazienti che si contagiano per la terza volta: può sembrare una banale influenza ma sono i sintomi del “covid primaverile” e la positività si manifesta più tardi. Sono le mutazioni della variante Omicron, come stanno osservando da un po’ di tempo i medici di famiglia: appaiono disturbi gastrointestinali e dolori addominali, un forte senso di spossatezza, febbre più alta, anche se per meno giorni. Capita frequentemente che l’infezione si ripresenti fino a due o tre volte, pure nei soggetti che hanno ricevuto la terza dose. Sicuramente il decorso della malattia sarà meno severo ed una risposta alla possibilità che possa evolvere in modo grave è data dai tre farmaci antivirali autorizzati: il Remdesivir, il Paxlovid ed il Molnupiravir, che però sono ancora scarsamente utilizzati. L’appello lanciato dalla fondazione GIMBE, un’organizzazione indipendente che promuove l’integrazione delle migliori evidenze scientifiche: nonostante una lieve diminuzione dei contagi e dei ricoveri nelle terapie intensive, nella settimana compresa tra il 30 marzo ed il 5 aprile, i decessi per Covid sono aumentati di oltre il 10% rispetto alla settimana precedente. «L’alto numero di morti merita una particolare attenzione: accanto a fattori epidemiologici non modificabili, come l’età avanzata e la comorbilità, esistono determinanti legate al calo dell’efficacia vaccinale sulla malattia grave ed al sottoutilizzo dei farmaci antivirali su cui, invece, è possibile intervenire». Per accelerare i tempi di erogazione, i medici di famiglia continuano a chiedere ad AIFA di poter prescrivere questi farmaci antiCovid, che per ora sono dispensati solo dalle farmacie ospedaliere. Sempre nella settimana compresa tra il 30 marzo ed il 5 aprile, oltre ai decessi è aumentato anche il numero dei ricoveri nei reparti ordinari: perché c’è ostatività in tal senso? il Remdesivir, il Paxlovid ed il Molnupiravir avrebbero dovuto rappresentare una svolta in questa battaglia contro il virus maledetto, come mai tanta resistenza? adesso il vaccino non è più l’unica arma per sconfiggere il Covid, abbiamo anche la cura, degli alleati la cui efficacia è stata studiata, ponderata, registrata…resta di applicarla, per salvare vite umane. Sara Pacitto
