A seguito delle dichiarazioni del vicesindaco ed assessore ai Lavori Pubblici, ingegner Massimo Sera, e del sindaco avvocato Renato Rea, relative ai lavori di risanamento idrogeologico che hanno interessato diverse località periferiche della città di Arpino, dichiarazioni riportate nel pomeriggio di ieri da TG24.info, sono tante le segnalazioni inviate dai residenti che replicano con perplessità, amarezza ed anche collera alla soddisfazione espressa dagli amministratori citati.
Il sindaco Rea aveva già precisato di essere consapevole che in territorio arpinate “ci siano anche altre necessità”, fermo restando il compiacimento per aver realizzato, ed in procinto di completamento, importanti lavori di ripristino e messa in sicurezza. Con numerose testimonianze, i cittadini fanno riferimento a particolari situazioni di rischio evidente, conseguenti disagi, pericoli che sfiorano l’imminente sciagura, ignorati anno dopo anno. La foto riportata immortala un muro in località Sant’Altissimo, sopra e sotto cui ci sono delle abitazioni, con giardini ed aree vissute quotidianamente, anche da bambini: è lampante che la struttura stia crollando completamente. La condizione ovviamente è stata posta all’attenzione non sono degli uffici comunali di competenza ma anche della Polizia Locale e dei Vigili del Fuoco. In risposta, la strada limitrofa è stata chiusa, creando ulteriori inconvenienti. In tutto ciò la delusione maggiore sta nel fatto che siano passati 4 anni senza che nessuno si sia adoperato ed è inverosimile che un intervento in tal senso non venga considerato come una priorità. Per non lasciare spazio a fraintendimenti, si conferma che il muro in oggetto è proprietà del Comune di Arpino, che ha provato a mettere “una toppa” con puntellature provvisorie di cui una parte ha ceduto da lì a poco. Tanta amarezza ma anche tanta collera nelle diverse circostanze lamentate: si chiede attenzione e si sollecitano interventi per Via Alcide de Gasperi, via Abate Ildefonso Rea, contrada Bove, sulla provinciale via Pietro Nenni nel tratto dell’abitato ai Vuotti, via Campocapaglia e via Conticcia. In località Sant’Amasio e Lo Zoppo le strade vengono definite “mulattiere”; sembra che a Campostinelli gli automobilisti preferiscano passare sul terreno piuttosto che per la via dissestata; su via Chiatti ci sono “buche profonde come gli abissi del mare” che interessano l’intera carreggiata; l’ultimo tratto di via Morroni è “una colabrodo, senza cunette, con l’acqua che scorre per strada”. Sara Pacitto
