La crisi energetica aggravata dalla guerra in atto, favorendo interventi frettolosi e non sempre cristallini, può essere affrontata con senso civico e buona volontà.
Una interessante proposta, che coniuga l’esigenza di ripristinare e bonificare siti dismessi con la necessità di produrre energia elettrica a costo zero o quasi, è stata elaborata dalle Guardie Ambientali di Enzo Pirazzi, da sottoporre all’attenzione dell’amministrazione comunale. L’iniziativa parte dalla constatazione che nella vasta area (187 ettari) della ex Polveriera, esiste una quantità di lastre di Eternit, contenenti amianto, che occorre rimuovere e trattare come da norme specifiche. Non solo. Sul territorio comunale insistono una serie di cave (pozzolana, pietrisco, travertino …) da tempo esaurite o in ogni caso
dismesse, nella maggioranza dei casi non ripristinate come previsto nell’atto autorizzativo. L’ufficio tecnico, a specifica domanda, non ha saputo al momento elencare e specificare le varie situazioni. La eliminazione delle lastre e manufatti contenenti amianto, in assenza di luoghi deputati ad accogliere tale materiale, provoca l’abbandono dei pericolosi elementi in natura, mettendo a rischio la salute umana. La proposta delle Gav: individuare una cava da ripristinare (es. quella di Faito), e valutare la formazione dei “gradoni” mediante il posizionamento dei big bag confezionati con le lastre da smaltire. Operai adeguatamente attrezzati e formati potranno rimuovere le lastre dalle coperture, sia degli edifici della ex Polveriera che negli altri innumerevoli siti. Le lastre, impacchettate e cellophanate secondo la procedura di legge, possono essere posizionate nelle ex cave, e ricoperte con leggero strato di terriccio. Invece della piantumazione di cespugli, vi si potrebbero quindi allocare pannelli fotovoltaici, per produrre energia elettrica anche in grande quantità. Ottenendo così almeno tre risultati: eliminare l’amianto, ripristinare ex miniere e produrre energia pulita. Altro beneficio, evitare di collocare i pannelli in zona agricola, da seminare per produrre grano come da specifica vocazione. Il Comune dovrebbe far tesoro di quanto proposto, e muoversi senza indugiare.
E.C.
