Tra le suppliche più ferme, lette dai giovani di Azione Cattolica ai piedi del Monumento ai Caduti, quella che condanna senza appello i responsabili del bagno di sangue di tanti innocenti.
All’invito del vescovo Lorenzo Loppa di partecipare alla Preghiera per la Pace, hanno risposto in molti. Intere famiglie, dai nonni ai nipoti, col volto rattristito dalle notizie che giungono dall’Ucraina ravvivato da una timida luce di speranza. La consacrazione alla Madonna di Russia ed Ucraina, nel giorno dedicato a “Santa Maria di marzo”, è un messaggio forte, che neppure i cuori aridi dei guerrafondai che non riusciranno mai a spiegare i motivi di quanto sta accadendo, potranno trascurare. In Piazza Cavour le dita acerbe dei bambini stringevano i grani del Rosario attingendo da esso una forza evidente e contagiosa. Le frasi di speranza, amplificate dai piccoli altoparlanti, venivano portate in alto dal vento primaverile, fino a superare le montagne, i mari, ma soprattutto l’aridità di chi vede nella sopraffazione dell’altro la propria apoteosi. Dopo il Santo Rosario, gli intervenuti seguivano l’amato don Lorenzo in Cattedrale, per la prosecuzione della cerimonia fortemente voluta da Papa Francesco. E.C.
