Si è tenuta lunedì scorso presso il Tribunale di Frosinone l’udienza del processo Marangoni per disastro ambientale, omicidio colposo e lesioni personali gravissime a carico di amministratori e direttori della Marangoni Tyre.
Gli imputati sono sei e si tratta di Massimo Alessandri ex presidente del Cda, Mario Marangoni, ex presidente del Cda, Giorgio Italo La Manna ex consigliere delegato, Gerardo Magale ex direttore dello stabilimento, Gian Luigi Carnevale ex direttore della produzione e Luigi Marco Pucinischi ex responsabile tecnico della società. Il 25 marzo 2009 i cittadini residenti ad Anagni nelle vicinanze dello stabilimento Marangoni si svegliarono ricoperti di polvere nera. Nelle adiacenze dell’impianto di produzione di pneumatici si era verificato un incidente con fuoriuscita di particolato carbonioso, il “carbon black”. La sostanza si era depositata su un’ampia area circostante, coinvolgendo abitazioni, attività agricole, zootecniche, commerciali e industriali. Gli abitanti delle zone in seguito agli incidenti denunciarono di essersi ammalati col tempo di diverse patologie, inoltre tra il 2004 e il 2014 morirono 21 persone. Nel 2015 la Procura di Frosinone avviò un’indagine epidemiologica per accertare la presenza di alcune patologie tumorali fra i residenti della località “Quattro Strade”. In questi lunghi anni le parti civili sono andate avanti con fiducia, alcune di loro sono patrocinate dall’avv. Vittorina Teofilatto. Nell’udienza di lunedì 21 marzo 2022 è stato chiamato a testimonianza il maresciallo dei carabinieri Domenico Bos. L’operante partecipato a vari sopralluoghi all’interno dell’impianto e ha riferito questioni riscontrate nel momento dei controlli. Il carabiniere ha spiegato di aver constatato, nella gestione dei rifiuti speciali pericolosi, la presenza delle ceneri derivate dall’abbruciamento degli pneumatici depositate nel cortile, anziché essere contenuta e smaltita. Ovviamente era alto il rischio che la cenere si potesse sollevare oppure finire nelle griglie ed arrivare alle condutture dell’impianto delle acque reflue. Il carabiniere ha anche riferito al giudice di aver scoperto un bypass che consentiva in caso di problemi del termocombustore di buttare fuori il fumo senza monitorarlo all’aria aperta. È stata sentita poi la dirigente del Dipartimento di Epidemiologia del Lazio, Paola Michelozzi incaricata dal Pm di verificare se ci fosse stata un’incidenza più elevata di patologie tumorali o di mortalità nell’area vicino alla Marangoni. La dirigente ha affermato di aver fatto un riscontro statistico, perché non avendo l’impronta dell’inquinante non poteva fare un’analisi più approfondita. La dottoressa Michelozzi incrociando i dati sia del Registro dei Tumori, sia della mortalità in generale e sia delle persone residenti nell’area della Marangoni, valutando le distanze ha potuto riscontrare che nella popolazione più vicina, nell’arco di circa 500 metri allo stabilimento, c’era stata una maggiore incidenza di mortalità e di patologie tumorali. Questo è quanto emerso dal riscontro, anche se solo su dati pubblici con riferimento ai parametri regionali. La dottoressa ha affermato che c’è stato un aumento di mortalità e patologie soprattutto nel periodo compreso tra il 2010 e il 2017. Ha spiegato che era venuta a conoscenza dell’episodio spiacevole del 2009 allo stabilimento Marangoni, sapeva che l’Istituto Zooprofilattico aveva fatto abbattere gli animali, ovviamente è a conoscenza che il carbon black sia una sostanza cancerogena sugli animali e che sugli uomini ancora non vi è certezza, ma vanno avanti gli studi. Alla domanda dell’avvocato Vittorina Teofilatto se l’episodio verificatosi nel 2009 potrebbe aver fatto aumentare l’incidenza di morte e malattie, la dott.ssa Michelozzi ha risposto che l’evento si, si può associare all’incremento della mortalità e aumento di patologie. Queste le parole della dott.ssa Michelozzi: “Nel 2018 abbiamo ricevuto una richiesta di accertamento dello stato di salute della popolazione di Anagni legata alle emissioni della Marangoni. Abbiamo redatto una prima relazione sull’analisi della mortalità riferita a 5 anni. Nel 2019 c’è stato un secondo rapporto. Conosciamo alcune emergenze del passato della Marangoni ma non c’è un modello che ci dà impronta delle emissioni. In un secondo report abbiamo provato a valutare come cambia il rischio in funzione alla distanza dalla Marangoni. Abbiamo usato 18 anni di dati sanitari dal 2000 a 2017, abbiamo studiato 26 mila persone. Abbiamo analizzato 3.094 decessi e quasi 900 casi di tumori. Abbiamo potuto mappare la popolazione e costruito dei cerchi concentrici di 500 metri per studiare come variava il rischio in base alla distanza. Una misura del tutto arbitraria che non consente di attribuire un nesso causale perché non c’è la matrice di esposizione. Due le analisi effettuate, per gli anni 2000-09 e per il 2010-17. Il primo risultato è che uomini e donne nel periodo precedente hanno una mortalità nella media regionale. Dal 2010 al 2017 si osserva un incremento della mortalità, più 12% per gli uomini e più 19% nelle donne rispetto alla media regionale. Parliamo di cause multifattoriali ma probabilmente c’è una componente ambientale molto alta. Grazie al Registro dei Tumori è stata analizzata l’incidenza. È più elevata per una serie di tumori e in particolare del polmone, del colon retto, dell’esofago, dei tumori del sangue. Ciò fan pensare a un’esposizione ambientale e occupazionale. Entro i tre e i quattro chilometri si nota un incremento del rischio di tumori. Questo interessa 11 mila e 7.500 residenti. Quello che non troviamo è un gradiente di rischio in funzione della distanza. Queste patologie hanno un’incidenza più elevata negli ultimi 10 anni. Ma è molto complicato quando si deve dimostrare un nesso causale da uno specifico impianto.” L’avvocato Teofilatto ha dichiarato che l’udienza di lunedì, come la precedente, è stata importante ai fini dell’accertamento dei fatti. “Ritengo che sia da questa di udienza che dalla precedente stanno emergendo fatti importanti ai fini di ricostruire la realtà e la verità.” La prossima udienza è stata fissata per il 15 luglio. Anna Ammanniti
