(di Anna Ammanniti) L’Italia si è lasciata alle spalle il peggio della pandemia. Se potremo avere una vita sempre più normale non è per l’evoluzione di SARS-CoV-2, ma perché siamo “quasi” tutti vaccinati.
Fortunatamente il primo periodo della pandemia, tutto 2020 e i primi tempi del 2021 restano un brutto ricordo, indelebile sicuramente per le numerosissime morti, ma passato grazie alla vaccinazione. Si perché il Covid “fa meno male” e non perché “Omicron è più leggera”, o perché “Ormai il Covid è endemico” o “La stagione invernale è finita”, Sars-CoV-2 non ha andamento solo stagionale. La variante Omicron non ha causato migliaia di morti perché la maggior parte delle persone più a rischio di malattie grave si è vaccinata. A maggior dimostrazione quello che sta succedendo in Cina. Grazie al TTI (test, tracciamento ed isolamento) la popolazione di Hong Konk non si era vaccinata granché. È arrivata però Omicron, altamente contagiosa con un tempo di incubazione brevissimo, che ha reso inefficace il TTI. Nella regione cinese, dove più della metà degli anziani non è vaccinata, Omicron sta portando un’ondata di ospedalizzazioni e decessi. Il rapporto tra decessi e casi diagnosticati nella popolazione anziana è quasi del 5%. In Italia, dato aggiornato al 18 marzo 2022, sono state somministrate da inizio campagna vaccinale (27 dicembre 2020) 135 milioni di dosi di vaccino anti Covid, sono 47,8 milioni le persone con vaccinazione completa, si tratta dell’80,2 % della popolazione. Anna Ammanniti
