Frasi diffamatorie nei confronti del senatore della Lega Matteo Salvini, il Gip Antonello Bracaglia Morante ha sciolto la riserva e decide di archiviare il caso.
La vicenda risale al 13 maggio scorso quando Piergiacomo Campoli, un cuoco di 23 anni residente a Frosinone da tanto tempo in Irlanda era tornato in Italia per trascorrere alcuni giorni di vacanza insieme ai suoi familiari. E proprio in quel periodo aveva pubblicato su Instagram un post dove aveva criticato , insultato e minacciato di morte non soltanto l’ex ministro dell’interno ma anche i suoi familiari. Il senatore della Lega attraverso i suoi legali ha deciso di denunciare il ciociaro per diffamazione ed anche istigazione a delinquere. Il pubblico ministero però dopo aver raccolto tutti gli elementi, aveva richiesto l’archiviazione . Il giovane cuoco, va detto, subito dopo quel post si era profondamente pentito per quello che aveva scritto. Tant’è che tramite il suo legale difensore Antonio Ceccani, ha inviato una lettera di scuse al senatore della Lega chiedendogli di potergli stringere la mano di persona. Ma Salvini non solo non ha voluto accettare le scuse ma attraverso i suoi legali ha fatto sapere di aver presentato opposizione a questa richiesta di archiviazione Ebbene nella giornata di ieri il gip Antonello Bracaglia Morante, vista la richiesta di archiviazione da parte del Pubblico Ministero per particolare tenuità del fatto per il reato di diffamazione aggravata è minaccia aggravata ha deciso di connotare quel post come “una degenerazione volgare di immotivata aggressività verbale mossa da un malinteso punto di critica politica nei confronti del personaggio pubblico”. Ma non ha ravvisato gli estremi del delitto di istigazione che secondo indirizzo giurisprudenziale richiederebbe l’insorgenza di un pericolo concreto. A questo da aggiungere l’esplicito rincrescimento dell’indagato che tra l’altro risulta non aver mai avuto prima d’ora alcun tipo di problema con la giustizia. Motivazioni che hanno portato il magistrato a disporre l’archiviazione del procedimento per il reato di diffamazione ed ha ordinato la restituzione degli atti al pubblico ministero. Mar. Ming.
