Arpino – Un atto inqualificabile, vile scritta contro un militare dei Carabinieri

Sara Pacitto
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Un episodio increscioso, un gesto vituperevole.

Qualche giorno addietro il muro di contenimento su via Giorgio Amendola, all’altezza dell’area di sosta, è stato imbrattato con una scritta infamante che accostava i cognomi di due militari dell’arma in un vile paragone, di assoluto disprezzo: quello di un maresciallo in forza ad una stazione del comprensorio e l’altro che veniva nominato è l’ex comandante della caserma di Arce, Franco Mottola, indagato per l’omicidio della povera Serena Mollicone. L’indicibile scritta è stata immediatamente coperta. Non ci sono parole per commentare la “bravata” il cui fine, evidentemente, è quello di gettare fango, svilire, mettere in dubbio l’attività del maresciallo in servizio. Oppure la circostanza può ritenersi una vigliaccata come tante, nemmeno isolata se si considera che qualche settimana addietro era stata presa di mira una docente di Arpino, ancor prima qualcuno aveva passato il suo tempo a disegnare sul cinto in pietra di un palazzo che affaccia su Corso Tulliano, l’anno scorso vennero deturpate le storiche mura dell’Acropoli di Civitavecchia, andando più in là nel tempo sulla SP92 si associava il virus del Covid al quartiere Arco. Sara Pacitto
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