Era il 21 marzo del 1973 quando il Consiglio comunale di Isola del Liri esaminò ed approvò il piano regolatore generale della Città. Lo aveva redatto, dopo lunghe e articolate valutazione politiche e urbanistiche, l’architetto Federico Malusardi. L’allora sindaco Salvatore Fiorini nel famosissimo libro “rosso” lo definì: “Una conquista civile perseguita dai lavoratori di Isola del Liri”.
Quella conquista civile, tra le altre cose, prevedeva la realizzazione del depuratore comunale, dimensionato a 25mila abitanti nel rispetto dell’ipotesi di sviluppo contenuto nel piano della Città. Malusardi individuò l’ubicazione della nuova struttura sulla sponda sinistra del fiume Liri, nella località Sarra. Sono passati 49 anni, quella conquista civile dei lavoratori di Isola del Liri è rimasta sul libro “rosso”. Dal 2019 si lavora all’ipotesi di realizzare il depuratore intercomunale con Arpino, in zona Capitino. Al momento le procedure amministrative sono sostanzialmente impantanate in un bosco di 7600 metri quadrati che per Acea non c’è, per i consulenti del Comune si. Intanto tutte le fognature della Città delle tre cascate, città d’acqua, città turistica e chi più ne ha ne metta, scaricano ancora direttamente nel verde Liri. E lo faranno ancora. Questa mattina, nell’albo pretorio on line del Comune di Isola del Liri è comparsa la determina numero 21, firmata dal sindaco Massimiliano Quadrini. Dopo una lunghissima premessa, il primo cittadino ha “ordinato” ad Acea, gestore dei servizi idrici e ambientali, di autorizzare gli scarichi delle fognature nel fiume Liri. Bene, così il Liri sarà sempre più… verde. Il depuratore può attendere ancora, come se 49 anni non fossero sufficienti. V. V.
