(di Anna Ammanniti) Il rincaro dei prezzi del carburante potrebbe essere causato da fenomeni speculativi, l’Unione Nazionale Consumatori e Codacons presentano esposti, il ministro della Transizione Ecologica, Roberto Cingolani ipotizza la truffa.
In queste ultime settimane sta aumentando tutto, spesso per motivi giustificati, altre volte no. Anche nella giornata di ieri sono statipresi d’assalto i supermercati, i discount, i negozi alimentari, i distributori di benzina. L’imminente mobilitazione degli autotrasportatori annunciata per lunedì 14 marzo è stata bloccata dalla Commissione di garanzia per lo sciopero: “non rispettati i requisiti minimi di preavviso e non è indicata la durata dello sciopero”, tuttavia le associazioni hanno affermato che andranno avanti. Trasportounito ha confermato la sospensione dei servizi. Il segretario generale Maurizio Longo ha spiegato che l’iniziativa è motivata dalla volontà di “evitare l’indebitamento” degli autotrasportatori, che i rincari avrebbero messo nella situazione di non poter svolgere il proprio lavoro senza andare in perdita. Longo ha evidenziato come dopo l’annuncio dello stop, siano già arrivati i primi risultati, molti committenti hanno chiamato le imprese di trasporto garantendo la copertura della maggiorazione dei costi.
Il timore di restare senza cibo ha causato la folle corsa a fare rifornimenti. Ma non solo, la guerra in Ucraina con le importazioni di grano annullate, fanno temere la penuria di farina e olio di semi, l’assalto ai negozi in questi giorni, come durante il look down, “pare” scontato.
Nono solo, la crisi energetica, peggiorata dalla guerra tra Russia e Ucraina, ha portato il costo dei carburanti a salire vertiginosamente, con diesel e benzina sopra i 2 euro al litro. C’è però chi afferma che il rincaro dei prezzi del carburante di queste ultime settimane potrebbe essere causato da fenomeni speculativi che sfruttano il caos in Ucraina per trarre profitto. Il ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani ha parlato di aumento prezzi carburanti ingiustificato. “I rincari sono una colossale truffa a spese delle imprese e dei cittadini”.
Queste le parole del ministro: “Stiamo assistendo a un aumento del prezzo dei carburanti ingiustificato, non esiste motivazione tecnica di questi rialzi. Il mercato ha alzato i prezzi in maniera irragionevole e lo stanno pagando le nostre imprese. Se mettiamo un tetto ai prezzi blocchiamo questa spirale speculativa. Siamo in presenza di una colossale truffa che viene dal nervosismo del mercato”.
Il Codacons ha presentato un esposto a 104 Procure e all’Autorità garante della concorrenza per possibili speculazioni a danno di consumatori e imprese. L’associazione a tutela dei consumatori chiede di indagare sugli enormi rincari dei prezzi e su possibili speculazioni in atto a danno di consumatori e imprese. Il presidente del Codacons Carlo Rienzi ha spiegato come il costo della benzina segni in media un +39,3% “rispetto allo stesso periodo del 2021”, mentre il gasolio “sale addirittura del +51,3%”. In zone più difficili da raggiungere, come le isole, gli aumenti sono ancora più significativi che nel resto d’Italia. Il Codacons ha fatto notare come l’entità degli aumenti non sembri giustificata né dalle attuali quotazioni del petrolio, né da riduzioni delle forniture sul territorio legate alla guerra in Ucraina, ricordando che benzina e gasolio venduti oggi presso i distributori sono stati acquistati mesi fa a prezzi sensibilmente inferiori.
Anche L’Unione Nazionale Consumatori ha deciso di presentare un esposto all’Antitrust contro i rincari: “I rialzi non sono certo giustificati dalla guerra in Ucraina, non c’è un blocco dell’import dalla Russia di gas e petrolio”. L’Unione Nazionale Consumatori ha anche chiesto che la Guardia di Finanza accerti le speculazioni lungo la filiera.
È evidente che ci sono speculazioni vergognose in corso sui prezzi dei carburanti. I rialzi, infatti, non sono certo giustificati dalla guerra in Ucraina, non tanto e non solo perché al momento non c’è un blocco dell’import dalla Russia di gas e petrolio, ma soprattutto perché l’impennata delle quotazioni sui mercati internazionali non possono già essere arrivata alla pompa, visto che il petrolio greggio prima di diventare benzina va distillato e raffinato. Chiediamo, quindi, che l’Antitrust accerti, tramite la Guardia di Finanza, quando e con che tempistica sono iniziati gli aumenti e se qualcuno si è approfittato di questa emergenza e dei timori per gli effetti della guerra per condizionare indebitamente il comportamento economico dei consumatori, attuando così una pratica commerciale scorretta, e, nel caso siano accertati reati, quali il rialzo fraudolento di prezzi sul pubblico mercato, di segnalare alla Procure territorialmente competenti gli eventuali profili penalmente rilevanti”.
In una sola settimana, dal 28 febbraio al 7 marzo, secondo i dati ufficiali del Mite elaborati dall’Unc, la benzina è rincarata del 4,5%, 8,43 cent al litro, pari a 4,21 euro per un pieno di 50 litri, equivalenti a 101 euro su base annua, mentre il gasolio ha fatto un balzo ancora maggiore, +5,1%, 8,89 cent al litro, che corrispondono a 4 euro e 44 cent a rifornimento, 107 euro annui.
Anna Ammanniti
