Abbazia di Montecassino e Università di Cassino presentano la prima edizione del convegno nazionale Dialoghi su Monachesimo e Società.
L’Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale e l’Abbazia di Montecassino, con il patrocinio dell’Associazione Italiana di Sociologia Sezione Religione e della Rivista “Sociologia del Lavoro”, in occasione dei “Giorni di San Benedetto 2022” presentano la prima edizione del Convegno nazionale “Dialoghi su monachesimo e società” un incontro di elevato spessore culturale il cui obiettivo è quello di creare un luogo di incontro annuale dove poter riflettere in chiave scientifica sul ruolo che il monachesimo benedettino ha svolto nella formazione della cultura europea. In questa prima edizione si dibatterà sul rapporto tra economia, etica e lavoro alla luce dell’opera intellettuale di Max Weber. Come spiegano gli organizzatori il prof. Lucio Meglio, responsabile scientifico del convegno e ricercatore presso l’Ateneo cassinate e don Luigi Maria di Bussolo OSB, presidente della Fondazione San Benedetto: «è trascorso all’incirca un secolo da quando Weber cercò di dare risposta alla domanda relativa alle origini dello “spirito del capitalismo”, alla sua ricerca di uno sviluppo sempre più marcato nelle società Occidentali del tempo ed alla conquista da parte del mercato industriale di una maggiore produttività. La spiegazione la trovò nell’etica protestante di Giovanni Calvino. Per quest’ultimo, interessato più alla salvezza dell’anima che al profitto economico, la formazione di una etica protestante del lavoro esorta le persone a una condotta di vita ascetica, impegnandosi nelle mansioni lavorative, non sperperando il denaro, bensì risparmiando e accrescendo il capitale personale. Per Weber la nuova forma di capitalismo deriverebbe così dall’etica calvinista e dalla teoria della predestinazione. È in questo modo che il sociologo di Erfurt riesce a mettere in relazione la mentalità capitalista con la mentalità religiosa calvinista. La concezione del valore del lavoro calvinista portò inoltre Weber a trovare riscontro in alcune differenze rispetto al cattolicesimo. Mentre il protestante ringrazia Dio per quello che ha ottenuto, al contrario il cattolico prega Dio per ottenere qualcosa. Il rapporto con Dio sarebbe così, completamente diverso. Il cattolico si affida a Dio, il protestante lo ringrazia, non chiede. Eppure in questa analisi Weber sembrerebbe aver tralasciato l’impatto che il monachesimo cattolico ebbe sull’economia di mercato. Abdicando alla logica economica ordinaria, monaci e monache diedero vita ad esperimenti sociali che hanno generato anche l’economia europea. Il capitalismo non è certo un prodotto diretto del monachesimo, ma non sarebbe nato senza il monachesimo. Ben prima della riforma protestante, è stata la Regola benedettina il primo grande strumento di “eterogenesi dei fini” dell’economia moderna. Non deve stupire dunque se ormai sono diversi i pensatori, come Pierre Musso o Isabelle Jonveaux, a sostenere come le grandi imprese moderne altro non sono che la secolarizzazione degli antichi monasteri. Anche se le ricerche storiche, in special modo teologiche, hanno in parte criticato sia la metodologia sia le conclusioni a cui giunse Weber, la storia degli effetti ha mostrato che le sue analisi hanno offerto e continuano ad offrire spunti e domande interessanti che si possono riassumere attorno a tre tasselli chiave: l’etica del lavoro nelle società postmoderne, caratterizzate dall’industria del tempo libero, investe non solo il lavoro in quanto occupazione retribuita, ma anche e soprattutto alle sue componenti antropologiche principali che fanno capo ad una nuova etica sociale dell’operosità; altro tassello, complementare al primo, attiene al campo dell’etica del consumo, già in passato compresa negli approcci di etica economica e del lavoro; ed infine ultimo tassello è quello dell’etica del diritto al lavoro di ogni individuo che investe il campo della parità di genere, delle disuguaglianze di lavoro e della giustizia sociale». Illustre il parterre di ospiti che dibatteranno su questi argomenti. Dai principali sociologi della religione italiani Roberto Cipriani, Luca Diotallevi, Salvatore Abruzzese e Stefania Palmisano, ad economisti ed esperti di sociologia del lavoro come Michele Tiraboschi, allievo di Marco Biagi, Luigino Bruni, editorialista di Avvenire, Laura Zanfrini e Massimiliano Monaci dell’Università Cattolica di Milano. Con questo appuntamento si intensifica la già proficua collaborazione in campo culturale, accademico e di ricerca tra l’Abbazia di Montecassino e l’Università cassinate, puntando ad un attivo coinvolgimento del panorama scientifico nazionale sul tema monachesimo e società.
