Ci sono voluti ben nove anni per dimostrare che lui con quel furto di corrente non c’entrava proprio nulla.
Nei giorni scorsi, Antonio R. un imprenditore di Frosinone di 50 anni, legale rappresentante di una fabbrica che produce pasta a Ferentino grazie alla documentazione presentata dal suo legale difensore avv. Giuseppe Lo Vecchio è stato assolto dall’accusa di aver trafugato energia elettrica per una somma di quasi 200mila euro. L’imprenditore che ha sempre sostenuto di essere stato vittima di un sabotaggio, è stato assolto per non aver commesso il fatto. La vicenda risale al 2013 quando alcuni tecnici incaricati dell’Enel avevano effettuato un sopralluogo nella cabina che distribuiva la corrente nel pastificio. Si trattava di controlli di routine che venivano effettuati periodicamente. Ma quella volta gli operatori riscontrarono che alcuni fili elettrici erano stati divelti ed altri fili erano stati invece uniti da una sorta di “spillone” che fungeva da riduttore della corrente. Con questa tecnica, secondo quanto evidenziato dai tecnici, l’imprenditore avrebbe evitato di pagare quell’ingente somma di denaro. Il 50enne titolare della fabbrica, aveva detto al suo legale di fiducia, di aver fatto tanti sacrifici per risollevare le sorti di quel pastificio e non si sarebbe mai sognato di mettere a repentaglio il futuro della sua azienda per risparmiare sulla corrente. Quello stabilimento che dava lavoro a numerosi operai era riuscito ad esportare i suoi prodotti anche all’estero. Di sicuro qualcuno per fargli un dispetto aveva manomesso i fili allo scopo di evitare di pagare la corrente. Per tale motivo l’imprenditore ha fatto scattare una contro denuncia. A seguito di tali fatti è scattata la denuncia. Ma l’imprenditore non si è perso d’animo e tramite il suo avvocato difensore Giuseppe Lo Vecchio ha presentato una controdenuncia per sabotaggio. In attesa però di fare luce sulla vicenda ed evitare il blocco della produzione della fabbrica, il legale rappresentante del pastificio ha dovuto pagare, previo un accordo, parte di quella bolletta esorbitante. Adesso è arrivata l’assoluzione. Ma la Procura sta ancora svolgendo le indagini per cercare di scoprire se veramente l’imprenditore sia stato vittima di un sabotaggio. Mar.Ming.
