Una soddisfazione grande, un risultato di assoluto prestigio quello ottenuto dal giovane studente arpinate Stefano Dario Parisi: ben 12 suoi componimenti sono stati pubblicati dall’autorevole casa editrice “Dantebus” per la collana “I Poeti di via Margutta”.
Stefano Dario ha 19 anni, dopo aver frequentato il Liceo Scientifico di Arpino si è iscritto alla facoltà universitaria di Siena. La passione per la poesia è maturata con lui: già alle elementari a Stefano Dario piaceva esprimere le sue emozioni più forti, le considerazioni, i suoi sogni, attraverso i componimenti poetici. La Dantebus Edizioni è la prima Casa Editrice che nasce da un social network per artisti, ad oggi conta circa 70mila artisti iscritti con 500/1000 accessi unici al giorno. La Dantebus ha voluto offrire a Stefano Dario uno spazio dedicato ai poeti emergenti, pubblicando ben 12 componimenti del giovane studente arpinate nella collana “I Poeti di via Margutta”. Una soddisfazione considerevole per il ragazzo e la sua famiglia, ma anche per l’intera comunità e per gli insegnanti del Liceo Scientifico “Tulliano” di Arpino, i quali hanno seguito Stefano Dario Parisi nella sua formazione e crescita culturale, umana e sociale. In particolar modo la professoressa Gioia Pallagrosi, docente di Lettere, che, con molto entusiasmo, non ha voluto far mancare il suo personale apprezzamento a Stefano Dario «….”Adesso, il mio corpo spento, Giace in un letto, Dove si posano le mie speranze, E nella terra arida si disperdono. In sogno che un sogno non è, In un mondo che umano non è” (da “Terra arida” di Stefano Dario Parisi, in occasione della Giornata della Memoria del 27 gennaio 2020, organizzata da Liceo Scientifico “Tulliano” di Arpino). I versi che Stefano ci ha donato durante gli anni di Liceo rappresentano la sua storia, ecco perché è da quelli che parto. Un ragazzino che ha fatto capolino nel nostro Istituto mostrando fin da subito la sua fatica ad incanalare il suo estro, la sua fantasia nelle regole. Mi ha insegnato a guardare ‘anche’ oltre la forma, dando, nel suo caso, sempre più ascolto alla sostanza divenuta poi essenza nelle parole dei suoi versi. L’ho visto crescere e volare, soprattutto negli ultimi anni di scuola, trovando sempre più nella Poesia il suo mondo: non perché essa sia priva di regole, anzi… Ma nel farle sue fuori dagli schemi convenzionali, nell’essere l’artefice delle scelte, Stefano ha trovato come dare voce alla sua anima, indicando a “quel ragazzino” la strada da seguire. Che il suo viaggio sia pieno di tanti bei traguardi!». Parole sentite, che arrivano dal cuore, il compiacimento ed un augurio speciale che la professoressa Gioia Pallagrosi rivolge al suo ex alunno. Sara Pacitto
