L’escavatore impegnato negli scavi su una vasta area lungo la Via Casilina, ad Osteria della Fontana, ha destato comprensibili interrogativi.
Si tratta di accertamenti archeologici dovuti da parte di chi intenda utilizzare terreni per edificare manufatti o realizzare iniziative di vario genere. Nello specifico, i proprietari del lotto avrebbero stipulato preliminare d’intesa con i rappresentanti del McDonald’s e della Lidl, intenzionati ad impiantare rispettivamente un McDrive ed un supermercato. Quella ZONA DI Anagni, per i suoi trascorsi storici, può essere considerata una specie di Pompei, sempre che chi amministra avesse la volontà di conservare reperti e cimeli. L’ing. archeologo Guglielmo Viti, che dopo l’edilizia ha scelto di dedicarsi alla ricerca e conservazione dei beni monumentali, ha scritto: “Ho visto che in Osteria della Fontana si stanno eseguendo indagini archeologiche tramite scavi in lunghe trincee preventive per la costruzione di un centro commerciale. Da informazioni che curiosamente non sono mai ufficiali, ho saputo che non sarebbe emerso nulla di storicamente rilevabile. Francamente mi sembra molto strano visto che a pochi metri esiste una zona archeologica importantissima, con monumento unici. La zona dello scavo è circondata da una necropoli, il Circo Marittimo, il Tempio di Diana, il Delubrum Lavernae ecc.. Forse non si è andati in profondità, al livello giusto. Comunque io credo sia opportuno un maggiore approfondimento anche perché se emergesse qualcosa di interessante, come io sono certo, questo non significa non poter costruire ma solo costruire rispettando e valorizzando i monumenti, vedi Ikea a Roma o la Metropolitana”. Il silenzio, o forse la mordacchia che sembra dominare Palazzo d’Iseo, sconcerta anche in questo caso. I placet sottoscritti in Sala Gialla a favore di chiunque proponga scavi e cemento, continuano ad essere ammantati dalla consegna del silenzio né sembra, la circostanza, scuotere i componenti l’assise civica. Anni fa, a poche decine di metri dagli scavi, durante analoghe operazioni affiorarono i resti di un antico tempio; i lavori furono bloccati, ma ad oggi non c’è stato nessun tentativo di recupero e valorizzazione. I tesori di Anagni non sembrano interessare a chi avrebbe il dovere di difenderli e di utilizzarli per un’economia sana, altro che biodigestori e logistica. (Nella foto presa dall’alto, si notano le sagome di quelli che a prima vista sembrano piante di antichi edifici). E.C.
