È il presidente del Sindacato Nazionale Autonomo Medici Italiani, Angelo Testa a comunicare la decisione del Governo di non erogare i ristori per le famiglie dei medici deceduti, non solo nonostante i medici siano rimasti fermi agli emolumenti che fanno riferimento a più di un decennio passato, i compiti e le incombenze lavorative quotidiane sono cresciute a dismisura.
Queste le parole di Angelo Testa: “Mancanza di sensibilità nella forma e nella sostanza. Chiediamo attraverso una raccolta firme cosa ne pensano i Medici.” Rabbia ed incredulità nel sindacato autonomo per la bocciatura dell’emendamento che prevedeva un sostegno alle famiglie dei Medici deceduti per il Covid. “Tutti, dai semplici cittadini alle più alte cariche dello Stato – dice Angelo Testa, presidente nazionale Snami – ci hanno ringraziato per quello che abbiamo fatto e che quotidianamente facciamo nei confronti dei pazienti ammalati di Covid. Emergenza nella emergenza di un sistema nazionale ai limiti del collasso che ci ha visto e ci vede impegnati quotidianamente per sostenere gli ammalati e le persone che hanno bisogno. La politica ha perso l’occasione di dimostrare gratitudine nei confronti delle famiglie dei Medici che hanno sacrificato la loro vita contagiandosi per continuare ad assistere i propri pazienti durante la pandemia ed insultando così la loro memoria. Di fatto hanno voluto ignorare dei servitori dello Stato che si sono immolati per il bene comune. Per questo – conclude il leader dello Snami – da subito facciamo partire una campagna Snami per la raccolta delle firme per chiedere a gran voce alle istituzioni un ripensamento e porre fine a questa che è una vera e propria INGENEROSITA’ DI STATO!” Il sindacato autonomo scende in campo per commentare l’atteggiamento del Governo anche nei confronti della Medicina Generale.” Abbiamo degli accordi nazionali e regionali – dice il presidente nazionale Angelo Testa – che disciplinano quanto lo Stato ci dà in termini economici e ciò che dobbiamo fare come Medici di Medicina Generale. Al di là del fatto non trascurabile che siamo rimasti fermi agli emolumenti che fanno riferimento a più di un decennio passato, paradossalmente i compiti e le incombenze lavorative quotidiane sono cresciute a dismisura. E non per il Covid che è diventato il paravento per tutte le disfunzioni in Sanità, ma anche perché si pratica uno sport tutto Italiano nell’imporre ope legis nuove incombenze che pesano sulla giornata lavorativa del Medico, bypassando così gli accordi tra le parti che i Medici a suo tempo avevano sottoscritto con la parte pubblica. In buona sostanza quel patto non viene onorato unilateralmente. Assurdo come alcune nuove incombenze siano imposte a titolo gratuito per cui il Medico “va in perdita” nel pagare lo straordinario al personale di segreteria che si trattiene per risolvere burocrazia a tonnellate di cui i vari Sisp, amministrazione delle Assl e comparti vari della Sanità non vogliono o non possono farsi carico. Come se – conclude il leader dello Snami – domani lo Stato decretasse che i panettieri panificassero a titolo gratuito oppure che per l’attività della Medicina di famiglia pomeridiana, visite e ricette, i pazienti si rivolgessero ai Colleghi dell’ospedale o del poliambulatorio. Ma dove si vuole arrivare oltre per affossare e far morire un comparto? Chi consiglia malevolmente i nostri governanti?”. Anna Ammanniti
