Anagni – Castellaccio, rinvenuti fusti e bidoni negli stabilimenti abbandonati

Ettore Cesaritti
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Ghostbusters nostrani, tra gli opifici dismessi di Castellaccio, s’imbattono in fusti contenenti chissà quali sostanze.

Un gruppo di giovani acchiappafantasmi, ispirati dal film del 1984, dopo aver ispezionato il dimesso ostello La Coccinella hanno deciso di scoprire cosa nascondano i ruderi di Castellaccio, l’enorme complesso immobiliare in territorio di Paliano a ridosso di San Bartolomeo. Mentre nella parte Est, confinante con Valle di Dentro (Anagni), si trovano i fabbricati ad uso civile abitazione liberati dagli inquilini abusivi che uscirono senza colpo ferire, deludendo quanti si aspettavano chissà quale rivolta vista la presenza di decine e decine di agenti in divisa (poliziotti e carabinieri), di fronte c’è il vasto complesso industriale che anni fa la sezione Giovani di Confindustria sperava di poter riconvertire in Centro Studi e Congressi, per ospitare imprenditori ed aspiranti tali provenienti da ogni parte d’Italia. Purtroppo il “ring” dei rifiuti la ebbe vinta, e complice l’amministrazione comunale di Paliano che non temeva effetti negativi sui propri cittadini in quanto residenti a distanza, qualcuno chiese alla Regione di autorizzare l’ennesimo centro di trattamento rifiuti. La Polverini, in procinto di decidere, venne dissuasa dai pareri tecnici dei propri uffici. Castellaccio ospitò negli anni precedenti la guerra, le prime aziende collegate a Bpd e Snia Viscosa, prima di cedere le armi a favore di Colleferro. Tra le ultime attività, vi fu la produzione di calze in nylon del famoso marchio Bloch. Poi, l’inferno. Il cosiddetto impianto di rifiuti TMB, favorito da ambientalisti della prima ora, rivelò presto la sua vera natura. La bonifica di una parte dei fabbricati provocò un vasto incendio seguito all’esplosione causata da cumuli di liquami tossici e combustibili dati alle fiamme. Il secondo incendio, che interessò gli edifici più ad Ovest, obbligò ordinanze e restrizioni a carico del vastissimo territorio circostante. Ogni tanto rispuntano appassionati di rifiuti, ma il comune di Paliano adesso sta bene attento a non concedere nulla osta per la vicinanza del fiume e la determinazione dei residenti. E adesso spuntano fusti e barili: contenenti cosa? La parola a chi di dovere. E.C.  
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