Via Fontanelle in stato di abbandono da circa 20 anni, mentre crescono le attività commerciali e il numero di residenti. Un paradosso grave per una zona, all’ingresso del paese, che si sta sviluppando in maniera piuttosto rapida. Le problematiche nascono da un progetto condiviso con la Provincia di Frosinone anni orsono che riguardava la riqualificazione e la messa in sicurezza del tratto che da via Del Littorio si inoltra fino alla località Fontanelle e via Europa. Purtroppo, sin dai primi mesi, a lavori terminati, la staccionata che doveva proteggere i residenti ( soprattutto bambini) in uno spazio verde era già palesemente rovinata e inefficace, così come il marciapiede al di sotto della stessa. Con gli anni, il maltempo e l’incuria hanno condotto la zona, altamente popolosa, a diventare sempre più bistrattata.

A tal riguardo, nei giorni scorsi, il gruppo consiliare Alvito Bello ha voluto rimarcare e portare all’attenzione dell’Amministrazione Comunale una situazione indecente che si prolunga da troppo tempo. “La scorsa settimana, in sede di Commissione per Lavori Pubblici e Urbanistica – spiegano da Alvito Bello – abbiamo chiesto all’Amministrazione capitanata dal sindaco Luciana Martini chiarimenti su questa tragica situazione. Ci è stato risposto che il Comune si sta attivando per ottenere dei fondi finalizzati alla ristrutturazione e ci auguriamo che i finanziamenti arrivino in tempi brevi. Nel frattempo però, considerato che si tratta di una delle strade di ingresso al paese, non sarebbe opportuno mettere in sicurezza almeno il punto maggiormente pericoloso e disastrato?” In effetti, proprio un paio di giorni fa, un anziano residente in via Europa, tornando a piedi dopo aver fatto delle spese in centro, ha rischiato di cadere rovinosamente. “Stavo tornando a casa con le buste della spesa – ha raccontato A.C. – e per evitare un’auto in corsa all’altezza della pensilina, sono salito sul marciapiede ed ho rischiato di cadere nel cratere di cemento. Per i pedoni la situazione è molto grave”. Dalla testimonianza dell’anziano si comprende bene il disagio dei residenti in una zona in cui sono collocati alloggi popolari, case della cooperativa, un bar/tabacchi/pizzeria, un forno artigianale e presto un negozio di abbigliamento.
Caterina Paglia