Sulla complessa e delicata vicenda della costruzione del depuratore intercomunale Arpino – Isola del Liri emergono circostanze davvero singolari.
Lo scorso 26 gennaio, promosso dalla Regione Lazio, si è tenuto un tavolo tecnico per la procedura di valutazione di impatto ambientale. Ieri è stato pubblicato il verbale. C’è scritto che il Comune di Isola del Liri ha prodotto, nel mese di dicembre 2021, una certificazione dalla quale si evince: “L’area è boscata…l’appezzamento indagato ha quindi 7.600 metri di superfice boscata…”. Nella pagina successiva, invece, si legge: “La relazione redatta dall’agronomo della proponente Acea non rilevava che l’area fosse boscata…”. Per capirci, nella relazione del Comune il bosco c’è, in quella di Acea no. Mah. A questo punto, la Direzione ambiente della Regione Lazio, ha fatto notare agli amministratori del Comune di Isola del Liri che la relazione non la deve fare un agronomo esterno ma il responsabile dell’Ufficio tecnico comunale. Se qualcuno in Municipio a Isola del Liri desiderasse approfondire suggeriamo la lettura del comma 6 dell’articolo 39 del Ptpr. I lavori sono stati aggiornati con la precisazione: “l’impianto non è delocalizzabile”. Su questa vicenda abbiamo sentito l’ex vice sindaco, Angelo Caringi: “Una situazione kafkiana, assurda. Sia il comune di Isola del Liri sia Acea ribadiscono che non ci sono siti alternativi, che c’è una emergenza igienico-sanitaria e che si rischia di incorrere in una infrazione comunitaria però ci si dilunga in assurdi problemi burocratici. Sembra quasi che manchi una vera volontà politica e d’altronde basti pensare che il delegato del sindaco Massimiliano Quadrini alla tutela dell’ambiente è il consigliere comunale dott. Gianpaolo Tomaselli che è anche presidente del comitato civico contrario alla realizzazione del depuratore in quel sito ed ha espresso voto contrario alla deliberazione di approvazione del progetto. Il sindaco Massimiliano Quadrini e l’amministrazione comunale scelgano da che parte stare”. V.V.
