Sparatoria davanti a ” Il Paninaro” sulla Monti Lepini a Frosinone, la procura Generale ha chiesto una pena più dura nei confronti di J. M., il 37enne accusato di tentato omicidio per aver colpito con un colpo di pistola A. A. un suo connazionale di 27 anni che nonostante la giovane età era a capo di una organizzazione dedita allo sfruttamento della prostituzione e che stava cercando di allargare i suoi “orizzonti” lungo lo stradone dell’Asse Attrezzato.
Oltre al tentato omicidio J.M. rispondeva anche di ricettazione, porto abusivo di arma e favoreggiamento della prostituzione. Dopo il ricorso presentato dalla Procura Generale il caso verrà discusso presso la prima sezione della Corte di Appello di Roma. Insieme all’albanese dovranno rispondere di sfruttamento della prostituzione e spaccio di stupefacenti altri quattro soggetti. J.M. è difeso dagli avvocati Giampiero Vellucci e Riccardo Masecchia, ( i legali hanno sempre sostenuto che quel colpo di pistola sarebbe partito accidentalmente) mentre gli altri imputati sono rappresentati dai legali Emilio Martino ed Alberto Padalini. Per quanto riguarda J.M., condannato con rito abbreviato ad otto anni da scontare ai domiciliari, dovrà comparire all’udienza che si terrà presso la Prima Sezione della Corte di Appello, secondo la Procura Generale, per un reato così grave non si poteva scendere sotto i dodici – tredici anni. La motivazione con la quale il PG ha chiesto la riforma della sentenza sta nella fatto che la parte bassa di Frosinone così come trascritto negli atti, risulta come una delle zone più pericolose del Lazio. Lo stesso Prefetto Ignazio Portelli al termine del suo mandato aveva descritto Frosinone come una città ad alta pericolosità sociale. Mar.Ming.
