Una grande partecipazione silenziosa e composta di gente commossa stamattina nel Duomo di Ferentino in occasione delle esequie di Piero Segneri, il maresciallo 45enne dell’Aeronautica Militare morto a Roma in circostanze tragiche.
Tanti cittadini hanno riempito la basilica Cattedrale, ma soprattutto militari, sottufficiali e alti ufficiali dell’Aeronautica e della Marina Militare, ma anche dell’Esercito Italiano hanno preso parte alla cerimonia funebre che si è svolta ieri in mattinata; era presente anche una delegazione del Cotral arrivata a Ferentino con una corona di fiori (ricordiamo che Piero si è sentito male su un autobus a Roma, dopo che aveva difeso l’autista coinvolto in un’accesa discussione con uno straniero per l’abbonamento scaduto, ndr). Afflitti i familiari e la giovane figlia di Piero persona benvoluta da tutti, la sua scomparsa ha difatti lasciato impietriti i colleghi di lavoro del Ministero della Difesa. Lo sguardo fisso dei familiari verso la bara coperta dal tricolore e l’omelia commovente del parroco, hanno coinvolto i presenti. In tanti avevano gli occhi lucidi. “La morte – ha predicato il sacerdote – non deve essere più la paura della vita, la morte non deve essere più qualcosa di tolto, la morte ci ricorda Gesù che è il passaggio e l’ingresso nella vita eterna, quella vita dove Piero che abbiamo conosciuto, amato, in questo momento fa della nostra vita una vita piena”. Al termine della messa la bara è sfilata in piazza Duomo davanti al picchetto armato dell’Aeronautica Militare e portata a spalla per circa un chilometro, come pure prima della cerimonia, seguita da un lungo corteo di persone. a.a.
