Cassino – Omicidio Mollicone, in aula i Ris: tracce della porta sul nastro adesivo

Angela Nicoletti
4 MIn Lettura
Serena Mollicone ha ‘sfondato’ con la testa la porta dell’alloggio della caserma di Arce. A confermalo sono stati gli accertamenti svolti dai carabinieri del Ris: gli ufficiali Rosario Casamassima e Ferdinando Scatamacchia ed il luogotenente Vittorio Della guardia.

Tracce di legno sono state trovate sul nastro adesivo che avvolgeva il sacchetto di plastica posizionato sul capo della diciottenne di Arce assassinata del 2001. A riferirlo alla Corte d’Assise del tribunale di Cassino sono stati i tre esperti del Ragruppamento Investigazioni Scientifiche hanno trovato microtracce “di particolare interesse, in quanto coerenti per morfologia e composizione con il materiale costituente la porta. Tali microframmenti – si legge nella relazione consegnata alla Procura di Cassino nel 2018 – sono risultati riconducibili non solo al legno ma anche agli altri materiali presenti all’interno della struttura della porta, in particolare alla colla utilizzata per l’incollaggio dell’impiallacciatura al pannello in truciolato ed a una delle resine utilizzate come finitura superficiale”. “Il maggior numero di microtracce rinvenute è risultato coerente dal punto di vista chimico e morfologico con gli strati più profondi della porta (legno e colla) e in misura molti ridotta con quelli superficiali (resina impiegata per la finitura superficiale della porta)”. Per arrivare a questa conclusione “sono state condotte una serie di simulazioni (dette transfer test) tese a verificare la tipologia dei frammenti che si originano a seguito dell’impatto ricostruito dalla professoressa Cristina Cattaneo e valutare se e come questi, successivamente, possano trasferirsi sui capelli. I risultati ottenuti dalle analisi dei frammenti prodotti consentono di concludere che i frammenti rinvenuti sui nastri adesivi che avvolgevano il capo di Serena Mollicone sono coerenti per morfologia, composizione e numero con quelli rinvenuti al termine del transfer test”. Ma c’è un’altra traccia, di rilevante importanza, che è stata ‘trattenuta’ sul nastro isolante utilizzato dagli assassini per fissare il sacchetto sulla testa della sventurata diciottenne. “E’ emersa la presenza di un frammento di vernice epossidica bicomponente di colore bianco, caratterizzato dalla presenza, su una delle due superfici, da macchie circolari di colore rosso-bruno risultate coerenti con macchie di ruggine. Tale traccia è stata ritenuta di particolare interesse – spiegano i Ris – in quanto trattasi di una vernice impiegata per particolari applicazioni, soprattutto nell’ambito della verniciatura di oggetti metallici esposti all’aperto”. “Le indagini hanno consentito di determinare che la vernice della copertura metallica della caldaia, presente su uno dei balconi dell’alloggio sotto sequestro, è caratterizza dalla medesima composizione chimica del materiale costituente la traccia di vernice bianca rinvenuta sui nastri adesivi che avvolgevano il capo della vittima”. La conclusione della lunga relazione, composta da oltre 82 pagine, non lascia spazio a dubbi: “Il complesso delle indagini condotte supporta l’ipotesi che la porta sequestrata sia la superfice contro la quale ha impattato il capo di Serena Mollicone”.
Condividi questo articolo
Nessun commento