E’ stata una vera e propria “fumata nera” per la corsa al Quirinale. Questa sera, lo spoglio del primo scrutino, alla Camera ha fatto prevalere la scheda bianca e il mancato raggiungimento del quorum

Al termine dello spoglio nell’Aula di Montecitorio, le schede bianche sono state 672, 49 quelle nulle. I voti dispersi sono stati pari a 88. In tutto i presenti e i votanti sono stati 976 rispetto ai 1008 previsti. Il quorum necessario a eleggere il Capo dello Stato non è dunque stato raggiunto. 36 voti sono invece andati a Paolo Maddalena, il candidato degli ex M5s, mentre 16 a Sergio Mattarella. Tra gli altri 7 grandi elettori hanno scelto Berlusconi, 9 Cartabia, 6 Bossi. Due voti per Amato, Casellati, Conte, Giorgetti.
Oggi tanti gli incontri tra le forze politiche che hanno avviato un dialogo, come conferma una nota congiunta Lega-Pd al termine dell’incontro tra Salvini e Letta. La giornata è ruotata sul nome di Mario Draghi ma in serata nel centrodestra persistono le difficoltà su un suo trasferimento al Quirinale.
Al banco della presidenza i presidenti di Camera e Senato Roberto Fico e Elisabetta Alberti Casellati. Prima dell’inizio della chiama Fico ha spiegato le modalità di voto. Il primo ad essere chiamato a votare è stato Umberto Bossi. Ogni grande elettore ha disinfettato le mani prima di ricevere la scheda, votato e deposto il proprio voto nell’Insalatiera, l’urna in vimini e oro rivestita di raso verde. Nella foto in copertina e a sinistra uno dei rappresentanti del territorio ciociaro, il senatore Massimo Ruspandini di Fratelli d’Italia, durante la sua prima votazione per il Presidente della Repubblica (foto pagina ufficiale facebook).
Domani, martedì 25 gennaio, si torna al voto sempre alle ore 15, prima con i Senatori, poi con i Deputati. Da mercoledì il via alle votazioni, invece, sarà anticipato alle ore 11.00. Da giovedì non sarà più necessario il quorum con la maggioranza assoluta, ma basterà quello della maggioranza dei presenti, vale a dire il 50% + 1 dei votanti.
Alessandro Andrelli