(di Alessandro Andrelli) Lunedì 24 gennaio 2022 dalle ore 15.00 inizieranno le votazioni per il Presidente della Repubblica Italiana. Quali sono i tempi delle votazioni, e di quali numeri stiamo parlando per le varie forze politiche?
Il Parlamento si riunirà in seduta comune per l’elezione del presidente della Repubblica alle ore 15 di lunedì prossimo, 24 gennaio, dopo i sette anni di mandato di Sergio Mattarella. Parteciperanno 1.009 Grandi elettori: 630 deputati, 321 senatori (compresi quelli a vita) e 58 delegati regionali. Per le prime tre votazioni sarà necessaria la maggioranza qualificata dei due terzi dell’Assemblea, dal quarto scrutinio basterà quella assoluta. Ma quali sono i numeri delle forze politiche e i vari quorum che daranno vita a più di uno scrutinio. Le modalità per l’elezione del Capo dello Stato sono definite dall’articolo 83 della Costituzione: si vota a scrutinio segreto e per le prime tre votazioni è necessaria la maggioranza qualificata dei due terzi degli elettori, dalla quarta invece basterà quella assoluta. Nessuna forza politica, da sola, ha i numeri per eleggere il presidente della Repubblica. Come detto i Grandi elettori sono 1.009. Tra questi b630 deputati e 321 senatori (i presidenti di entrambe le Camere non partecipano alla votazione, ma sono invece compresi i senatori a vita), più i delegati regionali. Questi sono 3 per ogni Regione ad eccezione della Valle d’Aosta che ne nomina uno solo: in totale, quindi 58 delegati. Per eleggere il Capo dello Stato va raggiunto un quorum: nei primi tre scrutini è necessario raggiungere la maggioranza qualificata dei due terzi dei Grandi elettori. Quindi 637 voti. Dal quarto scrutinio in poi, invece, è sufficiente la maggioranza assoluta, cioè 505 voti. Va ricordato che quest’anno sarà l’ultimo in cui bisognerà fare riferimento a questi numeri: visto il taglio dei parlamentari il quorum per la maggioranza qualificata e assoluta cambieranno, ma questa è una questione che in questa elezione non avrà alcuna influenza. Qualche numero sulle forze politiche dell’attuale Legislatura. Il gruppo più numeroso è quello del Movimento Cinque Stelle, con 158 deputati e 74 senatori (ai quali vanno aggiunti 4 delegati regionali). Il secondo gruppo parlamentare per numeri è quello della Lega con 133 deputati e 64 senatori (con l’aggiunta di 14 delegati regionali). Il terzo gruppo parlamentare per numeri è quello del Partito Democratico con 94 deputati e 39 senatori (ai quali si aggiungono 20 delegati regionali). Il gruppo parlamentare di Forza Italia è formato da 79 deputati e 50 senatori, a cui aggiungere 8 delegati delle Regioni. Quello di Fratelli d’Italia è invece composto da 37 deputati e 21 senatori, con 5 delegati regionali. Italia Viva ha 29 deputati e 15 senatori, senza delegati regionali. Infine il Gruppo Misto, che si compone di 50 senatori e 65 deputati. Per questa elezione ci saranno 6 senatori a vita: Giorgio Napolitano, Mario Monti, Liliana Segre, Elena Cattaneo, Renzo Piano, Carlo Rubbia. Prima di ogni scrutinio, i funzionari della seduta svolgono le cosiddette “chiame” cioè appelli per verificare le presenze e contemporaneamente chiamare al voto. Se ne fanno una per tutti i membri della seduta, poi una seconda per chi non era presente alla prima: iniziando dai senatori a vita e procedendo in ordine alfabetico: prima i senatori, poi i deputati e infine i delegati regionali. Con “scrutinio” si indica l’insieme delle operazioni di voto e conteggio delle schede, mentre con “spoglio” si indica più nello specifico la verifica dei voti espressi e il loro conteggio. Nel caso dell’elezione del presidente della Repubblica, il voto è sempre segreto, mentre lo spoglio avviene pubblicamente con lettura di tutte le schede. Per i primi tre scrutini, come detto, è necessario avere la maggioranza “qualificata” per eleggere il presidente, ovvero i due terzi dell’assemblea. Dal quarto scrutinio in poi basta invece la maggioranza assoluta, cioè il cinquanta per cento più uno degli aventi diritto. Dato che i parlamentari più i delegati regionali sono in totale 1.009, nei primi tre scrutini sarà necessario il voto di 673 membri. Dal quarto in poi ne basteranno 505, fatta eccezione per assenze durante la fase di votazione. E’ logico aspettarsi che per eleggere il nuovo presidente della Repubblica Italiana potrebbero volerci alcuni giorni, forse una settimana, o forse anche di più. Alessandro Andrelli
