I pasticci sono sempre dietro l’angolo, a causa di troppi contagi evidentemente qualcosa nel “sistema” sta andando storto e certe volte il cittadino ha come l’impressione che stia implodendo del tutto.
A un certo punto della campagna vaccinale c’è stato un inghippo nella prenotazione delle dosi booster per gli under 17. Il sito Salute Lazio non lasciava prenotare e dopo alcuni giorni è arrivata la comunicazione della Regione che avvisava non c’erano più slot vaccinali a disposizione. Chi doveva prenotare la terza dose perché il suo percorso vaccinale stava per scadere (120 giorni) si è trovato sbattuto fuori dal sito. Dopo alcuni giorni la Regione ha comunicato che sarebbero stati messi a disposizione nuovi slot vaccinazioni per i booster 12-17 anni. Le prenotazioni facevano però slittare i 120 giorni del ciclo vaccinale. Ecco che arrivano i primi casi di positività a scuola dopo le vacanze natalizie. Chi ha superato il ciclo vaccinale da 120 giorni e non ha fatto il booster (non per negligenza o pigrizia, ma perché la Regione Lazio non aveva dosi a disposizione per gli under 17) si trova “penalizzato” a casa a fare la DAD per 10 giorni. La DAD non è la massima aspirazione per apprendere. Per “colpa” della Regione Lazio si penalizza chi ha fatto la sua parte di persona civile fin dall’inizio. La precisione del cittadino non viene ricompensata. Inoltre alcuni aspetti di questa situazione non sono coerenti. Dad per 10 giorni, quarantena vita extra scolastica 5 giorni. Questo vuol dire che uno studente non può frequentare la scuola per 10 giorni, ma dopo 5 giorni di quarantena può uscire di casa. Inoltre c’era volontà di fare il booster ed è noto che chi ha la terza dose non fa quarantena seguendo degli accorgimenti. Chi si è vaccinato è stato penalizzato dalle istituzioni in questo caso. La burocrazia tra l’altro sta mettendo in ginocchio già una situazione complessa, uniformare i provvedimenti renderebbe sicuramente più semplice la vita del cittadino. Anna Ammanniti
