La direzione scientifica del museo civico della Media Valle del Liri accende il dibattito politico. Botta e risposta tra il vice sindaco Maria Paola Gemmiti e il consigliere comunale Manuela Cerqua.
“Non lascerò marcire il Museo perché qualcuno rimpiange una carriera perduta! Ci sarà tempo per mostrare ciò che si è e ciò che si vale!” Così in un post su Facebook il vice sindaco che, dopo la nota stampa diffusa dal consigliere Manuela Cerqua (LEGGI QUI) e di altre, sempre critiche rispetto alle procedure di selezione del direttore scientifico del museo, parla di “polemica gratuita colorita di personalismi inutili”. “AAA Direttore Scientifico per Museo abbandonato da anni cercasi! Niente paga, clima poco favorevole, maldicenze da affrontare… roba solo per appassionati, coraggiosi, poco aperti alle chiacchiere… come noi!” Ma la responsabilità è grande! – scrive la Gemmiti – Abbiamo fatto un bando pubblico (regolarissimo) perché ci sembrava giusto essere equi! Non abbiamo tempo, non abbiamo soldi e abbiamo trovato uno sfacelo…. Come abbiamo fatto finora in modo vincente abbiamo fatto appello alla buona volontà delle persone addirittura con un avviso pubblico per prima di tutto riaprire, rispondere alla vicina scadenza del bando per rientrare nel circuito dei musei della Regione Lazio in scadenza il 31 gennaio (e cercare finanziamenti in piena era PNRR) e avere in un anno il tempo e la copertura economica per fare un bando per un Direttore Scientifico retribuito. La scelta è aprire, rinascere, crescere o non aprire e lasciare il Museo chiuso a marcire… Sono sinceramente dispiaciuta perché ancora una volta si è fatta polemica gratuita colorita di personalismi inutili, inspiegabili attacchi personali, rivendicazioni di una pregevole categoria ma non si è pensato, ancora una volta a DI CHE COSA HANNO VERAMENTE BISOGNO I SORANI!”. Non tarda ad arrivare la risposta del consigliere comunale di opposizione Manuela Cerqua. “Sono d’accordo con l’Assessore alla Cultura Gemmiti sulla necessità di riaprire quanto prima il Museo di Sora. Ho dichiarato sin dal mio ingresso in politica che questo sarebbe stato uno dei miei obiettivi. Non importa se in maggioranza o minoranza, il fine è lo stesso. Per questo da subito mi sono detta pronta a lavorare a testa bassa affinché l’Assessorato avesse potuto raggiungere un traguardo importante per il museo. Deve riaprire, tornare a vivere e rientrare nei circuiti regionali. Questo però deve essere fatto rispettando le norme e la dignità professionale. Certo che la situazione attuale è drammatica, ma qualche migliaio di euro su quel capitolo c’è. Piuttosto che pensare a modificare la pannellistica o l’arredo della prima sala, si sarebbe potuto lavorare alla soluzione per deviare quei fondi sulla Direzione scientifica, laddove ritenuta così fondamentale in questa fase nei tempi del 31 gennaio.Un minimo investimento (pochi spicci!) avrebbe permesso di estendere il bando a tutti i professionisti titolati, nel rispetto di anni di studio e lavoro, oltre che degli standard minimi imposti dalla Regione e dei titoli richiesti dallo Stato. Così si rischia solo di accontentare qualche aspirante soggetto quiescente senza raggiungere gli obiettivi prefissati. È questo che preoccupa. Si ricorda solo che la Regione Lazio chiede per questo incarico contratti triennali, preferibilmente con post laurea e che la legge Nazione impone che i direttori dei musei siano individuati tra gli archeologi di I fascia (D. M. 244 del 20.05.2019 pubblicato in G.U. 124 del 29.05.2019). Alcuni comuni fanno ancora finta di nulla, Sora anche. Mi dispiace per chi mi accusa semplicemente di “conoscere perfettamente la materia” di che trattasi, e non certo per interesse… per quello forse avrei dovuto tacere. La discussione è stata ripresa da associazioni di settore di carattere nazionale, che si occupano di difendere la categoria. Il mondo dei beni culturali sta manifestato il proprio disappunto. In risposta c’è stato solo un attacco alla mia persona, tacciata di “rimpiangere una carriera perduta”. Questa l’affermazione sulla pagina ufficiale di una candidata sindaco, attualmente vice-sindaco oltre che Assessore alla Cultura e alle Pari Opportunità, poi rettificata omettendo il mio nome. Questo tipo di attacchi sono utili solo a mettere in risalto il livello di alcuni amministratori e l’aggressività con la quale portano avanti le proprie posizioni. Chi esercita una funzione istituzionale deve pesare le parole e rendere conto delle scelte operate. Non intendo rispondere a tali attacchi e a sterili provocazioni ma rispettare tutti. Mi auguro di cuore che gli obiettivi vengano centrati e che il museo abbia presto quella “soluzione di pregio” che giorni fa l’Assessore auspicava, anche se questo volesse dire muoversi nel rispetto di tutti. Ribadisco, infine, l’augurio di buon lavoro a lei a tutta l’Amministrazione”.
