EDITORIALE – In DAD solo chi “deve”, altrimenti chiudete tutto!

Alessandro Andrelli
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(di Alessandro Andrelli) Lo ha detto il presidente del Consiglio, Mario Draghi durante la conferenza stampa di ieri sera, lunedì 10 gennaio 2022 tramite il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi. In DAD solo le classi che devono andarci per più casi di positività al Covid e non tutte le classi di tutte le scuole di un paese, di una città, di un comune, di una provincia, o di una regione. Stiamo perdendo generazioni di studenti, stiamo gettando al vento il futuro della nostra società, e lo facciamo pensando di essere responsabili, e invece è l’esatto contrario. Mi trovo perfettamente d’accordo con i sindaci, pochissimi purtroppo, che nella provincia di Frosinone hanno riaperto le scuole in presenza, assumendosi la responsabilità di primo cittadino, senza nascondere la testa sotto la sabbia, ma allineandosi alla linea governativa, che ha deciso per la ripresa delle lezioni in presenza dopo le vacanze natalizie.

Il concetto è chiaro, sono i numeri a dimostrare questa tesi, non sono chiacchiere, non c’è nessuna malizia, non c’è nessuna “lucida follia”, ma la scuola viene considerata fondamentale per la nostra Costituzione, e dunque per la società che dovremmo rappresentare soprattutto nei momenti di crisi profonda, sia essa sociale che sanitaria ed economica. La battaglia per le scuole aperte è tutt’altro che un tema secondario, ma diventa primario se si vanno a considerare i paesi europei, dove non c’è alcuna difficoltà nel mantenere le scuole aperte, e ricorrere alla DAD solo in casi di classi con alunni positivi. Il paradosso, e questo lo ha ribadito anche il presidente Draghi in fase di conferenza stampa, le scuole al mattino sono in DAD, poi al pomeriggio tutti in palestra, in piscina, a fare sport, o altre attività extrascolastiche, e le sera magari a cena fuori. Non ce ne voglia chi sta vivendo purtroppo il disagio di questa pandemia, ma se per affrontare questa quarta ondata è necessario ricorrere alla DAD, a questo punto per assurdo bisognerebbe chiudere di nuovo tutto e tornare ad un anno fa. Lockdown e coprifuoco compreso. Il numero dei contagi farebbe proprio pensare a questo, ma in realtà si sta facendo di tutto per evitare un contraccolpo economico e sociale sul nostro paese, tenendo conto anche dei ricoveri e delle terapie intensive. C’è un ulteriore elemento. La DAD funziona malissimo, perché la Ciociaria continua ad essere maglia nera a proposito di “fibra ottica”, la maggior parte dei ragazzi non possiede una buona connessione internet a casa, ne tantomeno ha un computer adeguato per sostenere la didattica a distanza. E poi non parliamo del disagio che per migliaia di famiglia si è generato con le decisioni dei vari sindaci di ricorrere alla DAD nel weekend che precedeva la ripresa delle scuole. Come fare se tutti e due i genitori sono a lavoro, vista l’enorme riduzione di smart working? Qualora fossero impiegati i nonni, non rischierebbero di più proprio perché a contatto con i bambini? Insomma i quesiti sono tantissimi, le domande piene di dubbi e perplessità, così come il rischio che la DAD continua a creare non pochi disagi alle generazioni che stanno vivendo questa pandemia e che purtroppo sono tra le prime vittime incolpevoli, semmai se ne fossero di colpevoli. La DAD è utile e necessaria quando ci sono positivi in classe, e chiaramente si deve contenere il contagio. Ma qualora non ci fossero è giusto riaprire, è giusto dare l’opportunità di fare lezione in presenza, seppur tra mille restrizioni, in primis la mascherina che limita molto la dialettica e il contagio. La DAD per tutti, come tanti hanno paventato sopratutto sui social, andando a commentare le decisioni dei vari sindaci, equivarrebbe a pensare che la soluzione a tutto sia “chiudiamo di nuovo tutto”, e questo sappiamo benissimo che è impossibile! Alessandro Andrelli
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