Già nella giornata di ieri, nel Lazio, sono state somministrate le prime pillole del farmaco Molnupiravir, l’antivirale sviluppato per il trattamento dell’influenza e delle infezioni virali in genere, una speranza concreta contro il Covid.
Lo ricordiamo, il Molnupiravir è un prodotto del colosso farmaceutico americano Merck Sharp & Dohme, in partnership con Ridgeback Biotherapeutics. Il suo utilizzo è indicato, per la cura del Covid, per gli over 18 che non necessitano di ossigenoterapia supplementare e che sono a maggior rischio di progressione verso forme più severe. Da assumere entro 5 giorni dall’insorgenza dei sintomi, il trattamento consiste nell’assunzione orale di 4 compresse da 200mg per due volte al giorno, per 5 giorni. Commercialmente disponibile in Italia da ieri, martedì 4 gennaio, per ora distribuito dalla Struttura Commissariale alle Regioni, ma le farmacie si dicono pronte alla vendita. Per la sua prescrizione è previsto l’utilizzo di un Registro di monitoraggio che sarà presto accessibile online sul sito dell’Agenzia. Le prime due pazienti alle quali, nella giornata di ieri, è stato somministrato il Molnupiravir presso l’Istituto Nazionale per le Malattie Infettive “Lazzaro Spallanzani” di Roma, sono una donna di 91 anni, cardiopatica e diabetica, ed una donna di 72 anni, cardiopatica ed immunodepressa. Entrambe le signore sono agli esordi della malattia, con sintomatologia lieve. Le confezioni del farmaco consegnate fino ad adesso ai presidi ospedalieri italiani sono circa 12mila, 11.899 per la precisione. In effetti il nostro Ministero della Salute ha dato mandato alla struttura commissariale, coordinata da Francesco Figliuolo, di acquistare 50mila cicli di trattamento di Molnupiravir e 50mila cicli di trattamento di Paxlovid, la pillola antiCovid di Pfizer che ancora non ha ottenuto il via libera di AIFA. Una pillola non ancora autorizzata ma già acquistata dal governo italiano. Sara Pacitto
